Possono quindici soffici copertine colorate fatte a mano per i bambini dell’asilo diventare un simbolo di riscatto? La risposta è sì se a realizzarle sono stati i detenuti della casa circondariale San Pio X di Vicenza. Copertine che la settimana scorsa sono state donate alla scuola d’infanzia “Monumento ai Caduti” di Bassano del Grappa.
Azzurri, verdi, fucsia e impreziositi da simpatici ricami, i quindici plaid – ideati per accompagnare i pisolini pomeridiani di altrettanti bimbi dell’asilo di via XI Febbraio – sono il frutto del lavoro di un gruppo di carcerati che dall’estate scorsa partecipa a un laboratorio di cucito all’interno della struttura di detenzione del capoluogo. Un laboratorio voluto e gestito da tre volontarie bassanesi: Elda Moncecchi, Alessandra Zilio e Silvana Gasparetti. Con l’appoggio del Csi (il Centro Sportivo Italiano che coordina le attività educative e ricreative per i detenuti a Vicenza, ndr) e dopo l’approvazione della dirigenza del carcere, nel giugno del 2017 le tre donne hanno allestito una “scuola” di sartoria all’interno del San Pio X. Ogni venerdì pomeriggio, infatti, insegnano a 5 carcerati i segreti del mestiere tra aghi, matassine e stoffe selezionate con cura.
Una semplice, ma valida iniziativa che in poco tempo è diventata un vero e proprio progetto chiamato “Un filo cheunisce”. Un filo che, in questo caso, ha unito Vicenza a Bassano. E la scelta della scuola “Monumento ai Caduti” come destinataria della donazione non èstata casuale, perché per le volontarie rappresenta uno degli spaccati piùmultietnici della città. «Quando Elda Moncecchi, ex insegnante molto conosciuta nel mondo dello sport
bassanese, ci ha offerto questo dono, lo abbiamo subito accettato con grande riconoscenza e gioia per i tanti significati profondi che porta con sé – ha detto l’assessore alle politiche d’infanzia, giovani generazioni e sport, Oscar Mazzocchin, durante la consegna delle 15 copertine –. Che alcuni adulti segnati dalla vita e desiderosi di impegnarsi in qualche cosa di bello e di utile pensino ai bambini e al loro benessere è un segno di speranza per tutta la nostra comunità». E per ricambiare questo gesto i bimbi della materna hanno voluto realizzare un piccolo pensierino da far arrivare ai detenuti a Vicenza a testimonianza di come sia nata realmente una nuova “unione”.
Le coperte, però non sono l’unica creazione del laboratorio del carcere. Tra i prodotti confezionati asciugamani, tovagliette per la prima colazione e altri manufatti per la casa che vengono messi in vendita per autofinanziare l’attività e acquistare nuovo materiale. Stando a quanto raccontato dalle volontarie, poi, i carcerati sono molto contenti di trascorrere del tempo imparando l’arte del taglia e cuci, e il loro costante impegno li sta portando a realizzare prodotti sempre più elaborati.

