«Ho fatto il “fratello maggiore” per un anno a don Alberto Dinello e a chi rimane nella parrocchia di Santa Rosa, a Boa Vista». Era preoccupato don Attilio Santuliana prima di salire sull’aereo e tornare una volta per tutte a Vicenza: 39 anni in Brasile, del resto, non si “mettono via” facilmente. Il missionario, che in questi giorni è temporaneamente alla Rsa vicentina Novello per un periodo di riabilitazione, parla volentieri della missione che ha appena salutato.
Santa Rosa di Lima è un’area con una decina di comunità riunite attorno a una chiesa maggiore, “matrice”. «Come se fossero delle piccole parrocchie», spiega don Attilio, 77 anni. Un’area di circa 50mila abitanti nel perimetro urbano di Boa Vista, in una diocesi – Roraima – che è grande quanto lo Stato omonimo. «Più o meno, lo Stato è ampio come l’Italia senza le isole – esemplifica il missionario – ed è in Amazzonia; del resto tutta la parte nord del Brasile è Amazzonia».
Don Attilio, missionario fidei donum dal 1987 nel Paese sudamericano, in quest’area è arrivato 15 anni fa: «Il vescovo di allora mi disse: qui è area missionaria, non servono tanti permessi. La cosa più importante per questa gente è il tuo essere lì, fra di loro e assieme a loro. Siamo molto vicini al Venezuela e proprio per questo, negli ultimi anni, qui sono giunte moltissime persone in fuga da quel Paese. Uomini e donne, bambini, che si spostano per trovare lavoro e qualcosa da mangiare: anche per loro abbiamo creato “Il pozzo della samaritana”».
Si tratta di un progetto iniziato nel 2022 in un edificio religioso che in precedenza veniva utilizzato dai presbiteri e dalle suore. «Per i sacerdoti è stata realizzata un’altra casa. In quella che usavamo, dal lunedì al venerdì, ci sono attività di supporto – dal lavoro al doposcuola – per tutte le persone che si affacciano alla nostra porta. Tutto grazie al volontariato – sottolinea don Attilio –: così aiutiamo le persone che incontriamo per caso e che ci chiedono acqua, senza domande su chi siano o a quale religione appartengano, proprio come nell’incontro evangelico della donna samaritana con Gesù».
Il progetto, iniziato a Santa Rosa da don Attilio assieme a don Lorenzo Dall’Olmo quattro anni fa, attualmente coinvolge un centinaio di famiglie. Ora, con il rientro del sacerdote nativo di Altavilla, verrà portato avanti anche grazie a don Alberto Dinello, che dall’inizio del 2025 è andato ad affiancare don Attilio a Boa Vista proprio in vista del rientro di quest’ultimo. «Ero già tornato per alcuni giorni a Vicenza a gennaio 2025. Abbiamo fatto un gran lavoro con Alberto. Come pure con don Enrico Lovato e don Lorenzo Dall’Olmo, che erano con me prima di lui. E in questi anni si è lavorato molto anche con le comunità della parrocchia, cercando via via di responsabilizzarne i membri per coinvolgerli nelle varie attività. Un lavoro in tutto e per tutto simile a quello dei gruppi ministeriali».
Non nasconde la preoccupazione per il futuro del “suo” Brasile, don Attilio: «Lula è un bravo presidente, ma deve mettere tutto sé stesso e tutto il suo carisma per riparare ai danni fatti da Bolsonaro», osserva. Allo stesso tempo, è pronto da qui in avanti al servizio in diocesi. «Il vescovo Giuliano qualche settimana fa mi ha chiamato: gli ho detto “aspettate che torno a casa” – sorride il prete – e ora devo rimettermi un po’ in sesto. Non ho mai avuto nulla finché ero in Brasile, appena rientrato in Italia la stanchezza mi è scesa addosso tutta in una volta. Quindi devo recuperare; tuttavia sono pronto e disponibile al servizio che mi verrà chiesto di fare, compatibile con le mie possibilità».
Andrea Alba
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