Se il marchio Laverda è noto anche a livello internazionale per le macchine agricole, a Breganze per decenni si sono prodotte con lo stesso logo moto rombanti apprezzate in tutto il mondo. Fu proprio il dott. Marco Guadagnin, medico condotto, a incoraggiare Francesco Laverda a dare il via alla costruzione delle prime motociclette economiche che dovevano consumare poco ed essere robuste. La moto cominciava a sostituire la bicicletta come mezzo per recarsi sul posto di lavoro. Francesco Laverda pensò addirittura a carenare in modo adeguato la due ruote, sfornando una versione della 75 che potesse essere adatta alle donne e alle vesti talari dei sacerdoti.
Dalle due ruote economiche l’azienda passò alla realizzazione di moto sportive che si distinsero anche sui circuiti internazionali. La gloria del Moto Club breganzese è legata alle imprese dei piloti, dei collaudatori e dei meccanici che partecipavano alle gare, tra cui la Milano-Taranto. Dopo varie vicissitudini il marchio Laverda venne acquisito nel 2000 dall’Aprilia per essere poi ceduto al gruppo Piaggio. Però la produzione con il logo breganzese è cessata.
Nel 2022 è stato inaugurato ufficialmente il Museo della Moto Laverda. Grazie all’intraprendenza di Werner Ricciolini, imprenditore thienese, ex pilota e grande appassionato delle due ruote, sono tornate a Breganze le mitiche Laverda.
Le moto erano in un museo olandese realizzato a Lisse, vicino ad Amsterdam, da Cor Dees. Si trattava della più completa collezione di moto Laverda esistente al mondo. Erano esposte 81 motociclette realizzate a Breganze dal 1950 al 2000. Nel 2017, per problemi di salute, Cor ha messo in vendita le Laverda. Si fece avanti un collezionista americano che acquistò tutte le moto. In seguito rinunciò e si aprì la possibilità di trasferire a Breganze tutte le due ruote. L’imprenditore thienese si fece avanti, sorretto anche dall’entusiasmo dei soci del Moto Club Laverda. Venne trovata anche una sede adatta ad ospitare il museo.
In via Roma c’era un edificio risalente agli anni ’50 che aveva ospitato il setificio della famiglia Basso. Opportunamente restaurato, utilizzando la tinteggiatura di color vinaccia che caratterizzava lo stabilimento di produzione delle moto Laverda, ospita oggi la raccolta che attira visitatori e appassionati.
Anche il vecchio marchio che campeggia sulla facciata è stato recuperato in Olanda. Oltre alle moto raccolte da Cor Dees ci sono alcuni esemplari messi a disposizione dalla famiglia Laverda. Nella prima sala hanno trovato posto le piccole cilindrate degli anni ’50 e gli scooter degli anni ’60. Curioso un modello che potrebbe essere l’antesignano della Vespa 50 della Piaggio. Nella seconda sala sono esposte le cilindrate maggiori, fino alla Laverda mille. Ci sono diversi esemplari da competizione realizzati dai piloti. Addirittura, una moto costruita da Cor Dees sul progetto originale. Il museo raccoglie una notevole quantità di documenti: progetti, listini, immagini delle gare. Non mancano i gadget, le magliette, le pubblicazioni in vendita per i visitatori. Molto utile l’ampio pannello che propone la cronistoria delle Moto Laverda.
Per visitarlo
Il Museo Laverda si trova a Breganze, in via Roma 82.
Si può visitare tutti i giorni su prenotazione chiamando il 348 1746459. Informazioni utili sono disponibili sulla pagina Facebook “Museo Moto Laverda”. Mail: info@museomotolaverda.com.
Ai visitatori viene rilasciata la tessera dell’Associazione “Museo Moto Laverda” (costo 10 euro), che permette l’accesso ripetuto per tutto l’anno.
Per i minori di 18 anni, per le categorie protette e i loro accompagnatori, per gli ex dipendenti Laverda e per gli over 80, l’ingresso è gratuito.
La visita guidata è compresa nella tessera di ingresso.
Piero Maestro
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