Ci sono luoghi in cui tornare significa ritrovare gli amici, altri in cui riconoscere una parte di sé. Per gli amici di Nicolò Zavatta, giovane alpinista di Barbarano Mossano morto il 3 luglio 2022 nel crollo del seracco di Punta Rocca, sulla Marmolada, tornare ha assunto un significato ancora più profondo.
Da quella perdita è nato “Un posto in cui tornare”, il festival che dal 15 al 18 ottobre riporta nel paese incontri, sport e musica, con ingresso gratuito. Al centro del programma c’è una domanda: come possiamo prenderci cura dei luoghi e delle persone che amiamo?
«Poter tornare non è scontato», spiegano gli amici di Nicolò. «Il nostro amico Nico non può più tornare. E a causa del cambiamento climatico rischiamo di non poter tornare nei posti a noi cari, prima di tutto la Marmolada».
La memoria di Nicolò, delle sue passioni per la montagna, la musica e lo stare insieme, si è trasformata in un impegno che prosegue durante tutto l’anno. Il primo evento benefico è stato organizzato nel novembre 2022; l’anno successivo il gruppo si è costituito in associazione.
Oggi l’associazione opera nei Colli Berici e nel Basso Vicentino, collabora con altre realtà del territorio, coinvolge le scuole, dalle primarie al liceo Fogazzaro di Vicenza, e gestisce per conto del Comune la sala prove musicali dedicata a Nicolò.
«Da quella perdita è nato il bisogno di non fermarci al dolore, ma di trasformarlo in responsabilità», raccontano gli organizzatori. Attraverso le passioni dell’amico, vogliono sensibilizzare sulle conseguenze del cambiamento climatico e sulla necessità di prenderne atto come società, mitigarne gli effetti e imparare ad adattarsi.
Il festival è realizzato con la collaborazione del Comune di Barbarano Mossano, Athena, Viacqua, Magis e Berton, insieme a numerosi partner e associazioni locali. L’obiettivo è trasmettere, dai più piccoli ai più grandi, un messaggio di cura nei confronti dell’ambiente.
Dalla montagna alla moda sostenibile: gli incontri del festival
Ad aprire il programma, giovedì 15 ottobre al Teatro Berico, sarà “Storie di montagna”, un confronto dedicato alle terre alte, oltre l’immagine di uno sfondo da fotografare o di una destinazione da consumare. Interverranno Matteo Peroni, che racconta la montagna online, Valeria Ricci di Malga Davanti, sul Monte Novegno, e Maurizio Dalla Libera, presidente del Cai Vicenza. Al centro del dialogo, il modo di abitare, frequentare e tutelare questi territori, con il Bidecalogo del Cai come riferimento.
Venerdì 16 ottobre, dalle 9 alle 13 all’ex Casa del Fascio, spazio a “Eco-vibes”, il laboratorio di FACT! Fashion dedicato alla moda veloce e al percorso degli abiti, dalla produzione alla dismissione. Le attività proporranno anche occasioni di riuso e scambio.
In serata sarà ospite Tamara Lunger, che presenterà Una donna che cammina con il vento, libro nato da un viaggio a piedi nella steppa mongola e da un percorso di riscoperta personale. A dialogare con lei sarà la giornalista Elisa Salvi.
Sabato sarà invece protagonista “Giochi Preziosi”, la mostra fotografica di Beatrice Citterio sull’impatto dei cantieri di Milano Cortina 2026, accompagnata da un dibattito con Pietro Lacasella ed Elisa Salvi.
Sempre sabato, il giornalista Fabrizio Fasanella interverrà all’incontro organizzato con Viacqua sui temi dell’ambiente, delle risorse idriche e del turismo eccessivo.
Sport, storie di rinascita e musica sui Colli Berici
Domenica il festival ospiterà la testimonianza di Enrico Dal Fitto, ex biker professionista, campione italiano di downhill e oggi maestro di mountain bike. Dopo un grave incidente in bicicletta, ha affrontato un lungo percorso di recupero. Nell’incontro La forza di ripartire parlerà di fragilità e cambiamento, ma anche dell’importanza delle persone che restano accanto e aiutano a ricominciare. Un’esperienza che richiama il senso stesso dell’associazione, nata dalla scelta di affrontare insieme una perdita.
Lo sport offrirà anche l’occasione di scoprire i Colli Berici. In programma uscite gravel e mountain bike con South Berica, camminate con E-Vado Experience e una passeggiata culturale dedicata alla storia e alle produzioni locali.
Per i più piccoli sono previsti un bike park con maestri qualificati e una parete di arrampicata curata dalla Squadra alpinistica di Valdagno.
Domenica sarà inoltre la volta del viaggiatore Lorenzo Barone, che racconterà le proprie avventure, iniziate a diciotto anni con la vecchia bicicletta della madre.
Non mancherà la musica, con ospiti come Dutch Nazari ed Elephant Brain, insieme al pranzo comunitario in ricordo di Nicolò.
«Sarà un altro modo per ritrovarsi attorno a quella memoria e continuare a costruire, nel paese da cui era partito, un posto in cui tornare», aggiungono i promotori.
Giada Zandonà
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