Si è conclusa la fase di selezione dei dieci animatori di comunità per gli altrettanti oratori della Diocesi. Il progetto lavorativo – promosso dalla Pastorale Giovanile, da Caritas e da Noi Associazione – è ai nastri di partenza. Poco più di una settimana fa, infatti, si è deciso quali saranno i giovani, dai 18 ai 35 anni, che dal prossimo settembre avranno il compito di accompagnare le comunità locali in cui saranno inseriti verso il riconoscimento e la valorizzazione della dimensione dell’oratorio come realtà educativa e culturale per il territorio.
«I ragazzi sono carichi ed entusiasti per ciò che li attende – dice don Lorenzo Dall’Olmo, direttore del Ufficio diocesano per la pastorale giovanile -. Sono desiderosi di diventare corresponsabili per la riuscita di questo progetto, assieme alle comunità che li accoglieranno. Per ogni realtà, com’è naturale, ci sarà un percorso specifico da intraprendere e ogni nuovo animatore dovrà avere un ruolo da protagonista in questo senso. I giovani saranno accompagnati per tutta la durata dell’incarico da un’equipe di formatori e tra loro non mancheranno la condivisione e il confronto necessari per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati». Diciotto le candidature arrivate all’equipe organizzatrice che, dopo un percorso di formazione, ha stilato la “top ten”. «In realtà non è stato semplice decidere perché tutti coloro che hanno risposto alla nostra richiesta hanno dimostrato di avere ottimi requisiti – precisa don Lorenzo -. Abbiamo valutato attentamente le competenze e la provenienza di ognuno e, in seguito, abbiamo scelto a quale centro giovanile destinarli». Perché oltre a scegliere i dieci ragazzi, nelle settimane scorse, sono stati definiti anche gli oratori in cui il progetto si concretizzerà.
Quattro le zone individuate, dove si trovano le dieci parrocchie coinvolte: Vicenza città, il Bassanese, l’Alto Vicentino e, infine, il Veronese. «Per iniziare abbiamo optato per degli oratori già ben strutturati, in cui non vi sono particolari problematiche – spiega don Matteo Zorzanello, incaricato diocesano per Noi Associazione -. L’ingresso di una nuova figura non deve essere inteso come una sostituzione a qualcosa di preesistente, ma dev’essere visto come uno stimolo e una ricchezza per le comunità con le quali ci sarà totale collaborazione. Anche la vicinanza geografica tra le varie realtà ha avuto un ruolo determinate nella scelta, dal momento che cercheremo di far lavorare in rete gli oratori. Ci auguriamo, poi, che questa prima esperienza sia contagiosa e che porti a una diffusione del progetto anche in altri oratori della Diocesi».


