«In quanto associazione ecclesiale abbiamo chiesto di incontrare la Chiesa e, a questa, di difenderci. Ora il dado è tratto».
A parlare così è Battista Cantele, presidente dell’Unitalsi sottosezione di Vicenza, che sabato 10 marzo scorso, alle 12.30, ha incontrato il Segretario di Stato di Sua Santità, card. Pietro Parolin, a Roma. Un incontro dettato da un bisogno per il quale l’Unitalsi di Vicenza sta lottando da tempo: poter disporre di treni più veloci per accompagnare pellegrini, malati, disabili a Lourdes.
Un’ora e un quarto di colloquio personale tra Cantele e il cardinale vicentino ha fatto emergere le difficoltà, non solo tecniche, ma soprattutto umane, dei viaggi a Lourdes. «Oggi per fare 1300 km impieghiamo circa 22 ore, con tutte le difficoltà che ne conseguono, soprattutto per le persone fragili. Miriamo all’alta velocità», afferma Cantele.
Da parte sua, il card. Parolin, ha promesso di prendere in mano la situazione con il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti.

«Ho trovato una persona squisita e semplice, capace di ascoltare e di mettere a proprio agio le persone – così Cantele -. Abbiamo parlato di treni, di Lourdes, di Unitalsi, ma anche di altre questioni della Chiesa. Gli ho espresso la nostra volontà, come Associazione, di educare dei laici per fare formazione spirituale, etica e tecnica all’interno dei nostri gruppi. Una proposta, questa, recepita da lui con entusiasmo».
I passaggi fatti fino ad oggi sulla questione treni hanno previsto un incontro, lo scorso anno, a Lourdes, con Bruno Vinualès, assessore al turismo e vicesindaco del paese, per discutere della situazione. Anche dal fronte comunale francese c’è preoccupazione per il minor arrivo di treni dall’Italia. L’Unitalsi nazionale è passata, infatti, da 123 viaggi, di cui 25 in partenza dal Triveneto, a 60. Vicenza e Verona sono le uniche realtà che organizzano un pellegrinaggio diocesano proprio, mentre le altre Diocesi si fondono assieme per partire.
«Abbiamo lanciato questa nostra piccola battaglia, con lo scopo di capire se in cinque anni riusciamo a cambiare il modo di viaggiare – ancora Cantele -. Oggi i treni sono omologati per fare 160km/h, ma fanno una media di 40km/h. Dobbiamo fermarci in diverse stazioni per far passare i treni ad alta velocità».
A seguito dell’incontro con l’assessore Vinualès, la sottosezione di Vicenza dell’Unitalsi ha destinato tre lettere di spiegazione della situazione e richiesta di aiuto rispettivamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al presidente della Cei, card. Bassetti, all’amministratore delegato e direttore generale delle Ferrovie dello Stato. La volontà è ora quella di inviare le stesse lettere alla Conferenza Episcopale Francese e alle ferrovie francesi.
Nel frattempo Cantele ha parlato con il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol, di possibili soluzioni, e ha chiesto appuntamento con il card. Pietro Parolin. Mons. Pizziol ha preso l’impegno di parlarne con mons. Bressan, vescovo emerito di Trento e membro della Cei.
Quali i prossimi passi? «Manderemo le lettere agli enti europei e internazionali che si occupano di disabilità, a dimostrazione che non ci fermiamo nella nostra battaglia e che vogliamo evidenziare all’Associazione nazionale la necessità dell’alta velocità. Del resto, il viaggio in treno è l’inizio del nostro pellegrinaggio », spiega Cantele, che nel fine settimana scorso è stato a Loreto per una tre giorni di raduno di tutti i presidenti di sezione e sottosezione d’Italia.


