Dopo lo scioglimento delle Camere avvenuto il 28 dicembre 2017, si è chiusa la XVII legislatura, nata dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Una legislatura molto travagliata dal punto di vista politico – ma è difficile nella storia repubblica trovarne una di “ordinaria amministrazione” – che si è connotata politicamente per un quinquennio di governo targato Partito Democratico. Tre esecutivi si sono succeduti a Palazzo Chigi: il governo presieduto da Enrico Letta, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, quello di Matteo Renzi dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016 e per finire il governo di Paolo Gentiloni, dal 12 dicembre 2016 fino ai nostri giorni. Di fatto la legislatura ha potuto contare sul peso parlamentare schiacciante del Partito Democratico a cui si sono aggiunte via via le sponde centriste (Montiani, ex Udc, Popolari) e del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, Maurizio Lupi e di altri moderati ex Forza Italia.
L’esecutivo Letta è stato politicamente“stritolato” dall’emergere della leadership nel Pd del nuovo segretario Matteo Renzi. Moderato, filo-europeista, politico e tecnico allo stesso tempo, Enrico Letta ha dovuto passare la campanella di Palazzo Chigi controvoglia all’ex sindaco di Firenze. Il governo di mezzo, quello appunto presieduto da Matteo Renzi, è stato da subito oggetto di enormi attese da parte dell’opinione pubblica italiana, sia dagli elettori classici del centrosinistra sia dai delusi degli altri partiti. La strategia renziana di accentrare sulla sua persona tutta l’attività di governo ha senza dubbio messo ai margini del dibattito politico i provvedimenti innovativi del suo governo.
Chiusasi l’esperienza governativa con la clamorosa bocciatura del referendum istituzionale, legata come detto in larga parte alla personalizzazione in capo al premier Renzi del voto, la coda di legislatura governativa, affidata al super-moderato Paolo Gentiloni, si è contraddistinta per un basso profi lo dei singoli membri di governo. E per questo motivo se l’inizio della XVIII legislatura non dovesse portare ad una maggioranza chiara e affidabile, un governo Gentiloni-bis (magari con una maggioranza diversa e più ampia di quella attuale) viene dato tra le prime ipotesi sul tavolo del Quirinale.

