Com’era Schio all’inizio del Novecento e come è cambiata nel corso di oltre un secolo? A raccontarlo è la fotografia, con un percorso che attraversa 120 anni di storia, dalle immagini d’archivio alle più recenti riprese con il drone.
Si intitola «La Città di Schio in 120 anni di fotografia» la mostra che il Circolo Fotografico Scledense inaugura sabato 7 novembre alle 17.30 allo Spazio Shed, in via Pasubio. L’esposizione rimarrà aperta fino al 28 novembre, con ingresso libero.
Le fotografie accompagnano il visitatore in un viaggio attraverso le trasformazioni della città: dalle scalinate acciottolate e dai campanili del primo Novecento alle fabbriche dell’epoca industriale, dai manufatti progettati da Antonio Caregaro Negrin ai cambiamenti urbanistici degli anni Cinquanta e Sessanta, fino alle piazze e ai paesaggi della Schio contemporanea.
Dall’Archivio Marzari alla fotografia di oggi
L’iniziativa nasce da un lavoro di ricerca e documentazione che caratterizza l’attività del Circolo Fotografico Scledense fin dalla sua fondazione, nel 1973. Da alcuni anni l’associazione custodisce anche il prezioso Archivio Marzari, che raccoglie centinaia di fotografie di Schio realizzate tra l’inizio del Novecento e gli anni Cinquanta.
Finora questi materiali erano stati presentati al pubblico attraverso mostre e iniziative separate. La nuova esposizione li riunisce per la prima volta in un unico percorso, affiancandoli ad altri documenti d’archivio e a monografie fotografiche più recenti.
L’obiettivo è offrire uno sguardo complessivo sulle trasformazioni urbanistiche, architettoniche e sociali che hanno contribuito a definire l’identità della città.
Due percorsi per raccontare Schio
La mostra si articola in due sezioni. La prima, di carattere storico, è suddivisa in dieci tappe cronologiche che ripercorrono l’evoluzione di Schio attraverso le immagini.
La seconda è dedicata alla città contemporanea e comprende tredici monografie fotografiche realizzate dai soci del Circolo. Sei sono collettive e affrontano temi diversi: la fotografia estetica in città, le aree verdi, i panorami esterni ripresi da Schio, i luoghi della cultura, i murales e piazza Falcone e Borsellino.
Le altre sette sono monografie individuali: Santa Bakhita libera gli oppressi di Giuliana Conchi, La Porta della Luce di Paolo Tomiello, Contrappunti architettonici di Renzo Priante, Le piazze viste dall’alto di Andrea Garbin, realizzata con il drone, e due lavori di Giuseppe Santamaria, Il Lanificio Rossi e L’Omo. Completa il percorso Opere di Misericordia di Arduino Garbin, dedicata alle vetrate della chiesa della Santissima Trinità.
Tre serate di audiovisivi dedicate alla città
Alla mostra si affianca anche un programma di incontri con proiezioni audiovisive dedicate a Schio. Gli appuntamenti sono in calendario allo Spazio Shed, sempre alle 20.30, nei venerdì 13, 20 e 27 novembre.
Le serate proporranno immagini e racconti sul paesaggio industriale, sugli eventi cittadini, sugli artisti scledensi, sul Carnevale e sulle contrade.
Informazioni sulla mostra
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Titolo: La Città di Schio in 120 anni di fotografia
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Inaugurazione: sabato 7 novembre, ore 17.30
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Periodo: dal 7 al 28 novembre
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Orari: sabato e domenica, 10-12.30 e 16-19.30
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Ingresso: libero
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Incontri audiovisivi: venerdì 13, 20 e 27 novembre, ore 20.30.
Alessandro Scandale
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