Una Vicenza “berlinese”, dove i datacenter vengano realizzati in aree industriali dismesse e dove il calore generato dagli ammassi di server e circuiti abbia una seconda vita, riscaldando le case dei vicentini. È un po’ questo quello a cui vorrebbe arrivare Raffaele Colombara, consigliere comunale di maggioranza (civica Per una grande Vicenza) che nei giorni scorsi ha visto approvata una mozione sul tema dall’intero consiglio comunale, minoranza compresa.
«Il voto unanime dimostra che esiste una sensibilità comune sulla necessità di affrontare con lungimiranza trasformazioni che avranno un impatto crescente sui nostri territori» osserva Colombara. La mozione, in realtà presentata mesi fa, ha incassato 23 “sì”. Il testo non fa mappature e non comprende numeri o dati. È invece un impegno a gestire un fenomeno che si ritiene riguardi anche il futuro della città di Palladio. «L’obiettivo non è opporsi all’innovazione, ma fare in modo che essa sia accompagnata da criteri chiari e da un’attenzione concreta all’interesse pubblico – sottolineano i promotori -. Tra gli indirizzi proposti figurano la priorità per il recupero di aree industriali dismesse o sottoutilizzate, evitando nuovo consumo di suolo agricolo; l’integrazione con il sistema energetico locale e il possibile recupero del calore; la valutazione degli effetti sulle reti elettriche e sulle risorse idriche; la collaborazione con università, ITS; la promozione di benefici permanenti per la comunità».
Il timore espresso da Colombara è che «si arrivi a dover decidere senza essere preparati, dando risposte sbrigative. Dobbiamo capire cosa può essere utile per il nostro territorio e dare linee guida che evitino situazioni conflittuali. Non si tratta di essere a favore o contro: queste cose sono già più avanti di noi e arriveranno. Si tratta di utilizzarle al meglio». E poi c’è il tema della quantità di acqua ed energia richiesta da queste attività. «Deve esserci un’integrazione che dia valore aggiunto al territorio – insiste il consigliere comunale -. Se facciamo l’esempio dell’acqua calda, noi a Vicenza abbiamo una rete di teleriscaldamento storicamente presente. Ragioniamo su eventuali integrazioni». Il riferimento potrebbe essere appunto Berlino dove, con i datacenter nei distretti di Spandau e Schöneberg sono stati completati progetti di recupero del calore di scarto proveniente dai datacenter, così da coprire il fabbisogno termico di riscaldamento di 12mila residenti. «È tutto abbastanza nuovo: dobbiamo ragiornarci su e proporre, creativamente, delle soluzioni » conclude Colombara.
Andrea Alba
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