“Nei primi otto mesi di quest’anno abbiamo registrato circa 15.280 civili uccisi e feriti: in media, più di 400 a settimana per 34 settimane”. Un dato superiore del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono alcune delle cifre più drammatiche che emergono dal rapporto presentato dall’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, al Consiglio per i diritti umani dell’Onu a Ginevra. “La guerra in Ucraina è una catastrofe per i diritti umani che si aggrava e si intensifica di settimana in settimana, causando sofferenze inimmaginabili ai civili e minacciando un disastro ancora più vasto per l’intera regione”, ha affermato Türk, chiedendo “un’azione urgente per porvi fine, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. Il rapporto rileva “un contesto di brutalità incessante” e “livelli sconcertanti di violenza sessuale contro civili e prigionieri di guerra”. “La Federazione Russa utilizza questi atti abominevoli per torturare, intimidire e costringere individui e comunità”, è la denuncia contenuta nel documento.
I droni a corto raggio uccidono e feriscono civili, impediscono la consegna di aiuti umanitari e limitano la libertà di movimento. L’alto commissario ha osservato che l’Ucraina è diventata “un laboratorio per la guerra condotta con i droni”, sottolineando la necessità di misure urgenti a livello internazionale per affrontare “la carneficina causata da questi sistemi d’arma in tutto il mondo”. Particolarmente grave è la situazione in prossimità del fronte. “Il numero di vittime civili è ancora più elevato”, ha dichiarato Türk. Nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Sumy e Zaporizhzhia, l’impiego di bombe plananti (glide bombs) da parte della Federazione Russa ha provocato un significativo aumento del numero di civili uccisi e feriti.
Nei primi otto mesi di quest’anno, queste armi hanno causato in queste regioni la morte o il ferimento di quasi 2.500 civili: un dato superiore del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Desta particolare preoccupazione l’emergenza umanitaria che si sta consumando nella città di Oleshky, dove si stima che duemila persone siano intrappolate “in condizioni disperate, prive di acqua corrente, elettricità o gas. Le forniture di cibo hanno subito gravi interruzioni e l’ospedale sta esaurendo il carburante per alimentare i generatori”, ha dichiarato l’alto commissario. Il rapporto passa in rassegna gli attacchi alle infrastrutture energetiche e alle attività commerciali, “in palese violazione del diritto internazionale umanitario”. “Le forze russe hanno ripetutamente colpito le infrastrutture di trasporto, tra cui ferrovie, porti, valichi di frontiera e stazioni di servizio in tutta l’Ucraina”, è la denuncia dell’Onu. “Con l’avvicinarsi dell’inverno, gli ucraini temono che il peggio debba ancora venire”.
Nel rapporto l’alto commissario chiede di rilanciare i negoziati per giungere a “un accordo” in grado di “porre fine agli attacchi contro obiettivi economici e infrastrutture energetiche”, a “cessate il fuoco locali lungo la linea del fronte”, per dare “la possibilità ai civili di lasciare Oleshky” e per prevedere “uno scambio completo di prigionieri di guerra, nel rispetto del principio di non respingimento”. Türk ha espresso solidarietà ai civili che stanno subendo le conseguenze più gravi di questa guerra e ha esortato la comunità internazionale, e in particolare gli Stati che esercitano una certa influenza, ad “agire con urgenza per promuovere una pace negoziata fin da ora, prima che questa tragedia si aggravi ulteriormente”.
M. Chiara Biagioni
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