Un nuovo contratto di fiume sta per nascere a Vicenza, il primo del suo genere in provincia. Tra meno di un mese, il fiume Astichello verrà ufficialmente «adottato» da tutti quegli enti pubblici, associazioni e privati che quotidianamente lo abitano, con l’impegno di prendersene cura per far diventare il corso d’acqua un vero e proprio parco cittadino.
Promotori dell’iniziativa sono il Comune di Vicenza, il Comune di Monticello Conte Otto e Viacqua, che hanno ottenuto un importante finanziamento dalla Fondazione Cariverona e hanno affidato la parte «operativa» del progetto a Studio ICS, specializzato nella consulenza a enti locali e imprese.
Che cos’è un contratto di fiume
L’espressione «contratto di fiume» appare burocratica e «pesante», ma lo spirito di questo strumento, riconosciuto dal Codice dell’Ambiente, è l’esatto opposto.
«Il contratto di fiume è uno strumento nato in Belgio e in Francia, successivamente accolto dall’Unione Europea e poi introdotto anche nell’ordinamento italiano – spiegano Antonio Casella e Irene Riva di Studio ICS –. Il contratto di fiume non mette in piedi un nuovo ente o un nuovo soggetto giuridico. L’idea è quella di mettere insieme tutti i soggetti che in qualche modo si occupano del fiume, capire le loro specificità e inserire la loro attività all’interno di una progettualità più ampia. Per i partecipanti non significa fare qualcosa in più, ma continuare a fare quello che fanno sempre a contatto con altri».
Chi può entrare a far parte di un contratto di fiume? «Tutti». Purché venga condiviso il Documento d’intenti, che fa da «premessa» al contratto, e il successivo Documento strategico, di durata pluriennale, che viene poi concretizzato da un Programma d’azione valido per tre anni.
Aspetti tecnici a parte, il contratto di fiume «rappresenta uno spazio nel quale a ciascun soggetto viene riconosciuto lo spazio necessario per presentare e condividere idee, progetti e proposte operative», spiegano Casella e Riva.
Gli obiettivi per l’Astichello
Gli obiettivi individuati dal confronto dei soggetti coinvolti per l’Astichello sono: proteggere l’ambito fluviale; ripristinare la piena disponibilità delle sponde; creare un percorso naturalistico a basso impatto infrastrutturale; garantire la qualità dell’acqua.
Oltre a Vicenza, Monticello Conte Otto e Viacqua, tra i soggetti coinvolti nel contratto di fiume, solo per citarne alcuni, ci saranno il Genio Civile, i pescatori di Pabat, Legambiente, Lipu, l’Istituto Boscardin e il Canoa Club di Vicenza.
«Tornare ad abitare il fiume»
«L’Astichello è un fiume nascosto, basso, a scorrimento lento e facilmente navigabile – spiega Giorgio De Battistini del Canoa Club, che conosce molto bene il corso d’acqua, lungo appena 12 chilometri, che nasce dalle risorgive a nord di Vicenza per tuffarsi nel Bacchiglione a Parco Querini –.
Il bello del contratto di fiume è che ciascuno si mette in gioco con degli impegni concreti, in base alle proprie competenze. L’obiettivo è quello di tornare ad abitare il fiume rendendo possibile, per esempio, la discesa in barca. Cosa che al momento non si può fare perché ci sono dei tronchi che bloccano il passaggio.
Ogni anno, in aprile, con l’iniziativa “Vicenza in voga” portiamo centinaia di persone a navigare sui fiumi cittadini. La prospettiva sulla città cambia radicalmente. È un’esperienza meravigliosa».
Andrea Frison
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