Un’aula scolastica può davvero trasformarsi in un teatro? All’Istituto Superiore Sartori-Rosselli di Lonigo la risposta è un convinto «sì». La classe 5^ IM, composta da venti futuri tecnici meccanici ed elettronici, ha infatti scambiato per qualche mese officina e laboratorio con sceneggiature, maschere e riprese video, dando vita al cortometraggio “Oggi si parla di…”. L’opera, ispirata a Questa sera si recita a soggetto, li ha portati fino alla finale del Concorso internazionale “Uno, nessuno e centomila” di Agrigento.
L’idea nasce dal professor Nicholas Fattori, docente di elettronica con una forte passione per il cinema. «Prima di insegnare ho lavorato come videomaker e ho partecipato a diversi festival», racconta. «Ho cercato di portare il cinema dentro la scuola. In un liceo artistico sarebbe quasi naturale, ma in un tecnico professionale di meccanica ed elettronica è una sfida ancora più interessante».
Per quattro mesi l’aula è diventata un vero set: scrittura della sceneggiatura, prove di recitazione, riprese, montaggio e post-produzione. «L’idea era studiare Pirandello in modo diverso, trasformando la classe in un palcoscenico. È nato così un progetto che è insieme teatro, cinema e scuola». L’esperienza ha fatto emergere talenti inattesi: «È stato sorprendente», spiega il docente. «Sentirsi dire, da studenti che si preparano a diventare meccanici, di aver recitato bene e di essere stati selezionati in un concorso internazionale è qualcosa che emoziona».
Durante le prove i ragazzi hanno affrontato il tema delle maschere pirandelliane, scoprendo quanto la teoria possa diventare esperienza: «Abbiamo visto una padronanza del corpo e dello spazio scenico incredibile», racconta Fattori. «Forse proprio una scuola professionale ci ha aiutato a capire quanto ciò che si studia sia riscontrabile nella realtà».
Il viaggio teatrale culminerà dal 14 al 18 aprile, quando la classe si recherà ad Agrigento per la finale del concorso. Una settimana culturale tra laboratori teatrali, incontri e visite ai luoghi di Luigi Pirandello. Oltre al cortometraggio, i ragazzi porteranno anche una rappresentazione teatrale, pronti a confrontarsi con studenti provenienti da tutto il mondo.
Tra ciak ripetuti e riflessioni sulla recitazione, resta la domanda più pirandelliana di tutte. «Quando si gira una scena dieci o venti volte», conclude il professore, «qual è quella giusta? Quella che si aspetta il pubblico o quella che è venuta bene per noi? Forse la scuola insegna proprio questo: che la sfumatura è il segreto per vedere davvero le cose».
Giada Zandonà
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