Una nuova piazza, o meglio un parco urbano, potrebbe sorgere alle spalle del Tempio Ossario, cambiando radicalmente il volto del Centro Giovanile di Bassano del Grappa.
Struttura storica nata negli anni ’60 su un’area di quasi 32 mila metri quadrati, per iniziativa dell’allora parroco di Santa Maria in Colle don Ferruccio Sala, il Centro Giovanile ospita oggi le attività di 36 associazioni, per un totale di 240 mila accessi annui.
Alle attività pastorali della parrocchia (che fa parte dell’UP Sinistra Brenta) come catechismo, Azione Cattolica, Scout e Scuola di teologia per laici, si affiancano attività sportive e culturali, che beneficiano di campi sportivi, palestre e campi coperti, oltre che di due sale cinema.
Un impianto poderoso, sul quale negli ultimi anni la parrocchia ha avviato un percorso di discernimento comunitario denominato “master plan”, culminato con un concorso di idee realizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, al quale hanno partecipato una trentina di studi di architettura provenienti da varie parti d’Italia.
«I progetti si sono basati su indicazioni e suggerimenti raccolti durante un grande lavoro di confronto, focus group e raccolta di informazioni che si è svolto negli anni scorsi coinvolgendo tutte le realtà che “abitano” il Centro Giovanile», spiega Domenico Baggio, presidente di una di queste realtà, la Filarmonica Bassanese.
Una commissione formata da tre membri nominati dalla parrocchia e tre dall’Ordine degli Architetti ha quindi selezionato i tre progetti vincitori del bando.
«Il lavoro che faremo adesso è quello di individuare lo studio al quale affidare il progetto, che dovrà essere suddiviso in stralci, in modo da realizzarlo un po’ alla volta – continua Pegoraro –. L’idea che accomuna i progetti vincitori è quella di apertura: verranno abbattuti muri, barriere e recinti, in modo che il Centro Giovanile sia aperto alla città e percorribile liberamente da tutti, non solo da chi lo frequenta per le attività proposte».
«L’ideatore del Centro giovanile, don Ferruccio Sala, diceva che il Centro giovanile avrebbe dovuto essere per i giovani un luogo “cercato e gradito” – afferma don Andrea Guglielmi, abate di Bassano e parroco in solido dell’UP Sinistra Brenta –. Penso che il Centro giovanile voglia continuare ad esserlo, mostrando oggi un nuovo volto di Chiesa, molto in continuità con il Concilio Vaticano II. Una Chiesa che non vuole essere un luogo obbligato o seduttivo, o che si pensa in concorrenza con altri, ma un luogo che entra in dialogo e che si fa trovare perché è in dialogo».
Andrea Frison
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