Il foglietto domenicale, le serate sui percorsi biblici e le veglie, gli appuntamenti di Quaresima e Avvento, le raccolte fondi o viveri per i poveri, i ritrovi di gruppi come il coro parrocchiale. Ma non solo: sul canale WhatsApp, direttamente sul proprio cellulare, arrivano anche le notizie dei matrimoni e le felicitazioni per i battesimi, con le foto dei novelli sposi, del neonato o della neonata (se gli interessati acconsentono).
Attraverso i social, infine, le comunità parrocchiali ricevono anche le comunicazioni del ritorno alla Casa del Padre di un parrocchiano o di una parrocchiana e le informazioni sulle esequie. Sempre più parrocchie del Vicentino si attrezzano per dialogare, informare e, in sintesi, raggiungere i fedeli anche tramite i social network: Facebook e Instagram, ma da qualche tempo anche i canali WhatsApp.
Gli esempi in diocesi non mancano. Per il social dal logo verde, ormai utilizzato da molti al posto dei messaggi tradizionali, alcune realtà parrocchiali hanno già attivato un canale: l’Unità pastorale Sant’Agostino – Sant’Antonio ai Ferrovieri – San Giorgio nel capoluogo, l’Unità pastorale Valli Beriche (otto parrocchie tra Arcugnano e dintorni) e l’Unità pastorale Pieve dei Berici (Colzè, Costozza, Longare e Lumignano). «Rimaniamo in comunione anche attraverso un messaggio», recita il volantino con cui quest’ultima promuove il servizio.
A volte il “social media manager” è il parroco, altre volte un parrocchiano di fiducia. È il caso dell’Unità pastorale dei Ferrovieri. «La pagina Facebook l’abbiamo creata durante il lockdown, nell’aprile 2020 – spiega Marta Oro, collaboratrice pastorale – poi Instagram nell’agosto 2022. Per WhatsApp utilizziamo una lista broadcast per avvisi e informazioni dell’unità pastorale. Inviamo sempre il foglietto liturgico della domenica e quello degli avvisi; durante la settimana mandiamo anche un promemoria degli appuntamenti a cui teniamo particolarmente, come ad esempio una lectio il martedì sera».
Sul canale arrivano anche le immagini dei “fiori d’arancio” e dei nuovi nati battezzati, «naturalmente con la liberatoria degli sposi o delle famiglie – precisa Oro – sono bambini che entrano a far parte della comunità».
Per quanto riguarda i funerali, il tema è stato discusso in consiglio pastorale. «Già oggi, quando un parrocchiano viene a mancare, nel foglietto domenicale si legge “Avverranno le esequie del nostro fratello o della nostra sorella”. Se però il decesso avviene in settimana, fuori tempo massimo per il foglietto, l’informazione viene condivisa direttamente sul canale WhatsApp. In alcuni casi la persona viene ricordata anche con una preghiera dei fedeli dedicata».
Il servizio sembra riscuotere consenso. Il canale WhatsApp conta circa 200 iscritti (le comunicazioni raggiungono comunque altri parrocchiani tramite inoltro), mentre la pagina Facebook ha 500 follower e il profilo Instagram 300. «Mi ha colpito constatare, dalla dashboard di Instagram, che nell’ultimo mese il profilo ha totalizzato oltre 16 mila visualizzazioni – osserva la parrocchiana – è un canale aperto, seguito anche da persone che non fanno parte direttamente della comunità».
«Il canale è unico per tutte e tre le parrocchie: dalla mail al sito, fino ai social», spiega don Andrea Dani, parroco dell’unità pastorale, che sottolinea come il servizio sia apprezzato trasversalmente dalle diverse fasce d’età. «La risposta dei parrocchiani è positiva – conclude – non è uno strumento utilizzato solo dai giovani, come si potrebbe pensare, ma anche da molti anziani. Spesso hanno WhatsApp e grazie al canale ricevono il foglietto degli avvisi, vengono informati sugli appuntamenti e, talvolta, ci scrivono direttamente per chiedere una messa in suffragio dei propri defunti, senza dover passare dalla sacrestia la settimana precedente».
Andrea Alba
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