Vo’ on the Folks, lo storico festival dedicato alla musica folk festeggia 30 anni con un’edizione speciale. Dal 7 febbraio al 21 marzo 2026 il festival diretto da Paolo Sgevano presenta 6 concerti in 4 serate, che oltre alla classica Sala della Comunità di Brendola avranno luogo anche al Teatro Olimpico di Vicenza per la serata finale.
«Trenta edizioni possono sembrare tante ma per noi si tratta sempre di un nuovo inizio. Cerchiamo di presentare ogni anno concerti di qualità, spettacoli esclusivi e proposte uniche capaci di farci viaggiare attraverso note e colori da tutto il mondo. Siamo ancora qui, più entusiasti che mai, con le nostre proposte e le novità importanti che ci vedranno attori della scena vicentina e nazionale da palchi prestigiosi come il Teatro Olimpico, Patrimonio mondiale dell’Unesco». Con queste parole Paolo Sgevano, direttore artistico di Vo’ on the Folks, descrive la trentesima edizione della rassegna musicale che per questo importante traguardo si articolerà in quattro concerti, i primi tre presso la usuale sede di Brendola e la serata conclusiva nella prestigiosa sede del più antico teatro stabile dell’epoca moderna, ideato dall’architetto Andrea Palladio. «Quando abbiamo pensato a questa trentesima edizione – aggiunge Sgevano – abbiamo immaginato che sarebbe stato emozionante invitare tutti gli artisti che si sono già esibiti in passato ed hanno lasciato un segno sul nostro cammino. Ovviamente non era possibile averli tutti, quindi abbiamo scelto quattro appuntamenti con sei concerti che riassumessero questo cammino».

La rassegna rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Come testimoniano gli artisti che si sono esibiti in questi trent’anni: Enzo Avitabile, Hevia, Kocani Orkestar, Dervisci Rotanti, Antonella Ruggiero, Carmen Souza, solo per citarne alcuni. «Trent’anni sono un traguardo incredibile per una rassegna come la nostra, in una piccola frazione di 1.500 abitanti – racconta Ivan Pelizzari, presidente dell’associazione Sala della Comunità – . In questi tre decenni abbiamo ospitato 138 tra gruppi e artisti di quasi 50 nazioni diverse per oltre 120 concerti. Essere ancora qui oggi a continuare la rassegna è un risultato molto importante, tenendo conto che l’impegno è sempre stato quello di rinnovare le varie proposte pur mantenendo comunque alto il livello qualitativo grazie soprattutto a una proposta accattivante: spettacoli spesso in esclusiva per il Veneto e concerti di grande qualità».
L’edizione 2026 inizierà il 7 febbraio con un gruppo dalla Mongolia, i TengerTon, quartetto di suonatori di violini, flauti, corde, dalle sonorità magiche che ci porteranno nelle valli del deserto del Gobi col suo nitido silenzio, dove solo il vento canta tra le dune. I loro canti khoomii ci accompagneranno in una serata piena di fascino e mistero.

Il 21 febbraio sarà la volta di Sarita, cantante italo argentina, che ci porterà in un viaggio tra l’Italia e la tradizione del tango e del Sudamerica. Per questa serata ci sarà un concerto di apertura con Namritha Nori, cantante e cantautrice italo-indiana dalle molteplici radici, dall’India all’Italia attraverso il Medio Oriente che porta in scena tutta la contaminazione di culture e influenze musicali che le appartengono.

La rassegna continuerà il 7 marzo e, sempre per restare in tema di suggestioni e ricordi, protagonista sarà Vincenzo Zitello con il nuovo concerto tratto dal suo lavoro Graal: l’Arpa Celtica e Clarsach di Zitello ed il Violino Baritono di Fulvio Renzi saranno i protagonisti di questa parte della serata, che vedrà in apertura l’esibizione dei vicentini Folk Studio A, gruppo storico della musica celtica che più volte ha calcato il palcoscenico di Vo’.

Il gran finale sarà il concerto del 21 marzo al Teatro Olimpico di Vicenza con Mairtin O’ Connor Band, il più grande artista vivente della musica irlandese. Dalle sessioni in studio e dal vivo con star come Rod Stewart, Elvis Costello e Mark Knopfler alle collaborazioni con Chieftains, Tanita Tikaram e Waterboys, fino alla partecipazione all’acclamato progetto Riverdance e alla sonorizzazione dello spettacolo di fuochi d’artificio al St. Patrick Festival di Dublino. Una carriera prestigiosa, ricca di successi non solo in patria. Riconosciuti come figure fondamentali della tradizione, si sono costruiti una solida reputazione come musicisti dalle capacità e competenze sbalorditive, diverse e virtuose.
Alessandro Scandale
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