È stato presentato ufficialmente nel Palazzo dell’associazione di Rosà il progetto di un mega impianto agrifotovoltaico da realizzare nell’area dove avrebbe dovuto sorgere il parco comprensoriale Civiltà delle Rogge.
La proposta arriva dalla Tonello Energie con sede a Fara Vicentino, un’azienda che opera nel settore delle rinnovabili. Il 7 luglio scorso il progetto era stato presentato alla Direzione Valutazioni Ambientali della Regione, ente competente. La presentazione ha richiamato un folto pubblico di politici e semplici cittadini di Rosà, Bassano, Cartigliano e Tezze sul Brenta. L’impianto agrifotovoltaico avanzato dovrebbe sorgere sul territorio di Rosà, coprendo un’area di 73,5 ettari con 79.710 pannelli. Si tratta di terreni agricoli coltivati a cereali e foraggi. L’attuale proprietaria è l’immobiliare Rosa Srl con sede a Vicenza. Interessati anche i Comuni di Cartigliano e Tezze sul Brenta. Il valore totale dell’opera è preventivato in 51.157.739,67 euro.
L’aspetto innovativo del progetto rispetto ai parchi fotovoltaici posizionati a terra che impediscono di fatto qualsiasi coltivazione, è il posizionamento dei pannelli ad un’altezza compresa tra 1,30 m. a 3,30, con una distanza tra le file di 5 metri. Questo permetterebbe di proseguire nella coltivazione agricola del terreno. È prevista un’area centrale per l’apicoltura con 250 arnie e una superficie di 5/6 ettari dedicata alla coltivazione di asparagi e cavoli cappucci. Per favorire la produzione di miele il terreno sarebbe piantumato con alberi per la fioritura. Sono previsti 13 bacini di laminazione e 14 ettari destinati a vegetazione di biodiversità. La recinzione del parco fotovoltaico avrà piccoli varchi per il passaggio della fauna. La potenza complessiva dell’impianto è calcolata in 51-511,5 kWp.
Le cabine Enel sono 6 più 24 manufatti in calcestruzzo per gli invertitori. La durata dell’impianto dovrebbe essere trentennale. L’agrifotovoltaico sarà collegato con la cabina primaria di distribuzione situata a Cartigliano. Nel progetto l’area viene definita “zona agricola di scarso interesse agroecologico, quindi caratterizzata da una marcata semplificazione dell’assetto poderale e da un basso grado di articolazione strutturale”.
Qualora fosse approvato l’insediamento, l’area produttiva agricola coprirebbe una superficie di 54, 8279 ettari, in parte destinata all’apicoltura e in parte alla realizzazione di un’area sperimentale coordinata dalla Tonello Energie con la supervisione dell’università di Padova. Sarebbe prevista la coltivazione di asparagi, cavoli cappucci, radicchio e cereali. Il soggetto attuatore del piano colturale sarà la stessa Rosa Srl, che all’avvio dell’impianto organizzerà le attività agronomiche necessarie per la gestione agricola del sistema agrivoltaico.
Tra i relatori intervenuti alla presentazione il prof. Enrico Palchetti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’università di Firenze. Nei punti di forza a favore è emerso il confronto con la produzione della stessa quantità di energia elettrica con fonti fossili. L’impianto agrivoltaico, in 30 anni, contribuirebbe alla mancata emissione nell’atmosfera di 1 milione di tonnellate di CO2. Al termine il terreno dovrebbe essere restituito alla sua destinazione originale. Le strutture in acciaio che sostengono i pannelli sarebbero rimosse e i moduli affidati a ditte specializzate per lo smaltimento. Se il progetto andrà in porto, l’intera area interessata sarà acquisita dalla Tonello Energie. In data 30 settembre il Consiglio comunale di Rosà aveva espresso la propria ferma contrarietà alla realizzazione dell’impianto “Rosà AFV”. Anche i Comuni di Bassano e Cartigliano avevano indicato un parere negativo. Dalla data della pubblicazione sul portale della Regione ci saranno 30 giorni per presentare alla VIA le osservazioni in merito alla realizzazione dell’impianto.
di Piero Maestro
LE DOMANDE ALLA PRESENTAZIONE
Perché questo agrifotovoltaico in un parco rurale? È una delle domande emerse durante la presentazione del progetto. Sono state espresse altre considerazioni: la recinzione impedirà per 30 anni le passeggiate lungo le rogge; Rosà sarà identificata domani solo come “il Comune del fotovoltaico”, perdendo una parte della propria anima identitaria. Anche l’on. Mara Bizzotto aveva dichiarato a suo tempo la contrarietà all’installazione dei pannelli fotovoltaici su una superficie equivalente a oltre cento campi da calcio e pari al doppio del centro storico di Bassano.
Intanto è già partita una raccolta di firme per impedire la realizzazione dell’impianto a Rosà. Il Comitato di via Capitello e Ponte Storto si sta impegnando nel coinvolgimento dei cittadini. I moduli sono disponibili anche in Comune a Rosà e nei locali pubblici di Travettore e Sant’Anna. Altre raccolte sono previste a Bassano.
Su questo tipo di impianti e sulla possibilità che consentano o meno di praticare attività agricole, c’è molto dibattito. «In alcune zone della Sicilia la presenza dei pannelli solari genera micro climi che favoriscono la coltivazione degli agrumi, ma nella Pianura Padana ci sono condizioni ben diverse e perosnalmente sono scettica sulla praticabilità dell’attività agricola – afferma Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Vicenza -. In linea generale, sono dell’idea che dove ci isano superifici coltivabili, queste debbano essere dedicate all’agricoltura».
Più possibilista la posizione di Legambiente. «Non siamo contrari a questo tipo di impianti, ci rendiamo conto che anche i progetti di transizione energetica possono lasciare situazioni di sfruttamento inadeguato del suolo agricolo – dichiara Francesco Tosato, segretario di Legambiente Veneto – ma preferiamo che venga utilizzato terreno non destinato all’agricoltura, come aree abbandonate o ex cave». Alla base però, secondo Tosato, c’è un altro problema: «la bassa redditività del suolo agricolo, al punto che i proprietari vendono o affittano il terreno. Una condizione di base che nessuno prende in mano e che si intreccia con le attività di grandi gruppi che speculano sulla transizione ecologica».
di Piero Maestro
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