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Rapporto Caritas 2026: record di assistiti e anziani, raddoppiano i lavoratori poveri

17 Giugno 2026
in Chiesa, In primo piano
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Rapporto Caritas 2026: record di assistiti e anziani, raddoppiano i lavoratori poveri

Roma, 6 febbraio 2021. Caritas di Roma. Servizio notturno “SNI”, un operatore incontra alcune persone senza fissa dimora per le strade di Roma.

“Sempre più poveri, sempre più a lungo”: così Caritas italiana descrive, in una frase significativa, il volto odierno della povertà in Italia, che vede aumentare negli anni la cronicità e intensità dei bisogni, la solitudine tra gli anziani e, per i lavoratori e le famiglie, la difficoltà di arrivare a fine mese. È quanto emerge dal Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana presentato oggi, 16 giugno, a Roma. I dati raccolti nel 2025 dalla rete dei centri di ascolto fotografano un Paese in cui la povertà ha ormai perso il carattere dell’eccezionalità per assumere i contorni di una “strutturale normalità”. In dieci anni, dal 2015 al 2025, il numero di persone accompagnate dalle Caritas è cresciuto del 48%, con un incremento particolarmente marcato nel Nord Italia (+61,8%), che oggi concentra la quota più elevata di assistiti. Sebbene si registri una flessione dei “nuovi poveri” (37,6%), a preoccupare è il radicamento del disagio: il numero delle persone sostenute è cresciuto dell’1,7% rispetto al 2024, raggiungendo la cifra record di 282.539 persone assistite dalle Caritas su tutto il territorio italiano. Spiccano alcuni dati: negli ultimi dieci anni il numero di over 65 incontrati è cresciuto del 191%; la dichiarata condizione di solitudine è passata dal 23,8% al 32.9%; i bisogni sanitari sono aumentati del 69,4% e quelli delle persone con disabilità sono addirittura a tre cifre: +102,6%. Perfino chi ha un impiego non se la passa bene per via del caro vita e della perdita di potere d’acquisto dei salari: tra chi si rivolge alla Caritas i lavoratori poveri tra i 35-44enni sono il 31,7%.

Raggiunto il 12% delle famiglie in povertà assoluta. Nel 2025 l’aiuto della rete Caritas ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti in Italia e il 12% delle famiglie in povertà assoluta. Secondo l’Istat un residente su 10 vive in povertà assoluta, ossia circa 5,7 milioni di persone. Il contesto economico nazionale è segnato da una sorta di crisi permanente: nonostante una lieve flessione del rischio di povertà generale (22,6%),
cresce la quota di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, passata dal 4,6% al 5,2%.
A pesare è soprattutto l’erosione del potere d’acquisto: tra il 2019 e il 2024, le retribuzioni reali in Italia sono calate dell’8%, il dato peggiore tra i principali Paesi europei.

L’emergenza anziani e il peso della solitudine. Uno dei dati più allarmanti riguarda l’invecchiamento della povertà.
In soli dieci anni, il numero degli over 65 incontrati dalla Caritas è esploso, segnando un +191%.
Se nel 2015 rappresentavano il 7,7% dell’utenza, oggi sono il 15,4%. Questo fenomeno si intreccia con la solitudine: le persone che vivono sole sono passate dal 23,8% al 32,9% del totale degli assistiti.
Tra chi si rivolge alla Caritas, quasi un utente su tre è un nucleo familiare composto da una sola persona.
La solitudine agisce come moltiplicatore del bisogno: il 59,9% delle persone sole sperimenta forme di povertà multipla, cumulando difficoltà economiche, sanitarie e abitative.

Lavoratori poveri e famiglie con minori. Avere un impiego non è più una garanzia contro l’indigenza.
Il fenomeno dei “working poor” è raddoppiato in un decennio: se nel 2015 gli occupati tra gli assistiti erano il 13,3%, oggi rappresentano il 24%.
La vulnerabilità colpisce duramente le fasce centrali dell’età lavorativa, raggiungendo il 31,7% nella fascia d’età 35-44 anni e il 31% tra i 45 e i 54 anni (nel 2015 il fenomeno riguardava solo il 13,3% degli utenti). Le famiglie con figli restano però il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% degli assistiti convive con figli minori, il che significa che circa 147.000 nuclei familiari supportati comprendono bambini e ragazzi in condizioni di ristrettezza economica.

Salute e casa, i diritti negati. Il Report evidenzia un rafforzamento preoccupante dei bisogni sanitari (+69% in dieci anni).
La povertà genera “inequità di salute”: il 16,1% degli assistiti presenta fragilità croniche o disabilità, e quasi il 10% della popolazione italiana ha rinunciato a cure specialistiche per motivi economici o liste d’attesa. La sofferenza mentale appare come la condizione più critica: il 78,7% di chi soffre di disturbi psichici cumula tre o più ambiti di bisogno.
La vulnerabilità abitativa coinvolge invece il 34,9% delle persone seguite.
Oltre alle 24.000 persone incontrate in condizione di totale mancanza di dimora (“senza casa” e “senza tetto”), cresce la platea di chi, pur avendo un’abitazione, fatica a sostenere affitti e utenze (11,8%).

Le risposte della rete Caritas: 4,8 milioni di prestazioni nel 2025. Di fronte a questa complessità, la rete Caritas ha erogato nel 2025 oltre 4,8 milioni di prestazioni, con una media di 17 interventi per assistito, concentrati principalmente su beni materiali, alloggio e ascolto. Questi dati, ha commentato mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico e neo presidente di Caritas Italiana , “nascono dall’ascolto quotidiano e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone”. Il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello ha ribadito invece la funzione del Report come strumento politico e sociale: “Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative, occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise”.

Patrizia Caiffa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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