Un santo a fumetti. Per raccontare la vita di Pier Giorgio Frassati e il segno indelebile che il giovane piemontese riuscì a lasciare nei pochi anni di esistenza terrena, forse il modo migliore è proprio una delle forme artistiche che le generazioni più “fresche” amano: il fumetto. Ci hanno pensato un disegnatore vicentino, Marco Greselin, che assieme a due autori francesi, Marie e Olivier Malcurat, con “Pier Giorgio Frassati – Verso l’alto” ha messo in disegni la vita di Frassati. A luglio scorso il progetto è stato premiato a Rimini Comics con il premio “Fede a Strisce”, di Cartoon Club, riconoscimento assegnato al prodotto italiano che (secondo la giuria) negli ultimi due anni ha trasmesso al meglio i valori religiosi tramite i “comics”.
Sempre vicino ai poveri, di ogni età e condizione. Senza distinzioni, donando ogni giorno tutto sé stesso a chi era ai margini. «Noi non dobbiamo mai vivacchiare ma vivere», diceva Frassati. Morto a 24 anni, il 4 luglio del 1925, portato via da una poliomielite contratta visitando un malato, il giovane studente di Torino, figlio di una famiglia benestante e non particolarmente religiosa tracciò con le sue azioni un segno potente che continua a dare l’esempio anche oggi.
«Quello che abbiamo realizzato è un fumetto storico-biografico, documentaristico, ma allo stesso tempo non didascalico. Riguarda la vita spirituale, a 360 gradi, del protagonista: i suoi pensieri e, diciamo, anche la sua “filosofia pratica”, il modo in cui da religioso viveva la propria fede», osserva Greselin, originario di Villaverla. I disegni tracciati dal vicentino, e colorati da Roberta Pusceddu, mostrano la vita e le opere del giovane santo – questa domenica canonizzato da papa Leone – nell’Italia dei primi del ‘900, misera e piena di contraddizioni. Il ragazzo Frassati passa le giornate tra gli studi di ingegneria mineraria, che coltiva nella speranza di facilitare con le opere le fatiche dei poveri che lavorano in miniera, e i pomeriggi e serate all’ospedale, dove va a salutare e confortare gli incurabili e i lebbrosi. Piergiorgio all’indomani della Grande Guerra organizza raccolte di cibo da portare all’ospedale, ai feriti; spende quel che ha in tasca per comprare del pane da portare a famiglie piene di figli da sfamare, che lo accolgono come un salvatore. «E’ con questi paria della classe operaia che desidero passare la mia vita», riflette il giovane torinese in una delle tavole del libro, visitando una miniera nei monti Metalliferi e incontrando operai, persino bambini impiegati a cavare metallo. Ma il santo è anche un ragazzo gioioso e uno sportivo instancabile, che ama cavalcare e che con gli amici va spesso in montagna, alpinista e rocciatore: oltre a partecipare attivamente a varie associazioni di beneficenza, tra cui la San Vincenzo, ne fonda una propria, la goliardica Compagnia dei Tipi Loschi che dietro le apparenze scherzose aveva il vincolo della preghiera e della fede, oltre all’amicizia fra tutti i membri. Il volume pubblicato da Effatà Editrice, in collaborazione con Ave Editrice, ha ottenuto vari riconoscimenti: oltre al concorso romagnolo il libro è stato candidato al Prix international de la Bande Dessinée Chrétienne d’Angoulême 2025. Il 4 ottobre è in programma una presentazione alla libreria San Paolo di Vicenza.
Trasmettere la spiritualità ai più giovani tramite la grafic-novel «è uno degli obiettivi di questo fumetto» riprende il disegnatore vicentino. Greselin, che in passato ha collaborato come insegnante di disegno a fumetti per la Dalì Arts di Vicenza e per varie cooperative sociali del territorio, è stato commissionato della realizzazione del fumetto da un editor francese. «In Francia avevo già realizzato diversi lavori – spiega – per quanto possibile, in questo lavoro su Frassati ho cercato di applicare il massimo realismo e accuratezza storica, dagli ambienti agli abiti di scena. E prestando particolare attenzione alle reazioni dei personaggi nei volti, nella recitazione. Si tenga conto che nel fumetto il disegnatore riassume in sé tutta la componente visiva: quindi, per fare un paragone con film e pellicola, è anche tecnico luci, scenografo, costumista, responsabile del casting e regista. Disegnare un fumetto – sottolinea l’autore – è più del semplice “disegnare”. Non è solo bello alla vista, è un qualcosa di incredibile e vivo: diverso dalle altre realtà figurative, rispetto al fare un solo quadro, illustrazione o decorazione, il fumetto ha sequenzialità e narrazione. E l’autore deve entrare nella sua tridimensionalità: se la stanza è disegnata, il disegnatore ci deve entrare per dare volto, espressioni e immagini coerenti con la storia e con il diverso punto di vista di chi guarda».
Andrea Alba
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