Dopo vent’anni a Londra e altri 15 a Woking, sempre in Inghilterra (la sede della McLaren, per gli appassionati di motori), padre Giandomenico Ziliotto è tornato ad abitare nel luogo che ha visto fiorire e maturare la sua vocazione, l’Istituto scalabriniano di Bassano, per assumere l’incarico di referente della pastorale dei migranti della Diocesi di Vicenza.
«Ritorno a Bassano, ma trovo tutto cambiato. Sarà una nuova sfida, una nuova avventura che affronto come un ricominciare – racconta il missionario, nato a Borso del Grappa (provincia di Treviso e Diocesi di Padova, ndr) nel 1959 –. Si tratta di continuare tutto quello che è stato fatto dal mio predecessore Sergio Durino e da coloro che lo hanno preceduto. Tutti vanno ringraziati. Naturalmente dovrò andare con calma. La prima cosa è conoscere le cose».
L’esperienza fatta da padre Giandomenico in Inghilterra è iniziata come servizio alla comunità italiana, «poi, dai primi anni Duemila, abbiamo iniziato ad accogliere immigrati dalle Filippine, dal Portogallo e dal Brasile – racconta –. Questa apertura non è stata subito facile, perché gli italiani si sono inizialmente visti un po’ “esautorati”. In realtà si è rivelata provvidenziale, perché oggi le comunità sono seguite da ben tre preti, dal Brasile e dal Vietnam. Abbiamo potuto toccare con mano quello che la migrazione porta di nuovo».
Nel suo periodo inglese padre Giandomenico si è dedicato anche al giornalismo: «Mi sono trovato a dirigere “La Voce degli Italiani”, la più importante testata giornalistica della comunità italiana in Inghilterra. Sono stato direttore per 14 anni. Subito mi domandavo che senso avesse questo lavoro per un prete, poi ho capito che mi era stata affidata una missione pastorale. Il giornale mi ha permesso di entrare molto più a contatto con la comunità italiana. Abbiamo anche fatto inchieste molto interessanti. Ne ricordo una sulla tossicodipendenza nelle famiglie, un fenomeno che negli anni Novanta veniva nascosto e trattato con molta vergogna».
L’agenda di padre Giandomenico ha già iniziato a riempirsi: «Questa domenica sarò a Montecchio Maggiore per l’evento “Il mondo a colori”, a fine mese sarò a Schio per la festa con i rumeni. Intendo accettare tutti gli inviti da parte delle comunità migranti per poterle conoscere e vivere con loro. Avrò a che fare con molte nazionalità diverse. Parto con entusiasmo».
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