Un po’ come nel racconto evangelico, dove dalle anfore d’acqua esce del vino buono, in questo caso le bottiglie di vino diventano acqua. Preziosa acqua potabile che esce dalle sorgenti e attraverso acquedotti creati ad hoc arriva a serbatoi che dissetano interi villaggi.
«Operiamo da 40 anni in Etiopia e in Tanzania, realizzando impianti idrici, ma anche operando per il recupero di ragazzi di strada e contro la tratta delle ragazze. Ci sosteniamo grazie alla Cei e all’8 per mille, ma anche a campagne di raccolta fondi con la vendita di vini pregiati delle Marche, a Natale e a Pasqua», spiega Elio De Boni, coordinatore della sezione vicentina-padovana della onlus Comunità Volontari per il Mondo.
L’associazione (info su cvm.an.it) ha più sedi in Italia, fra Marche, Lombardia e in Veneto a Bolzano Vicentino. «Quando abbiamo iniziato, quarant’anni fa, realizzavamo delle pompe a vento – osserva De Boni – i nostri progetti da sempre vengono realizzati in zone rurali e periferiche. Aree amministrative – i “kebele” etiopi – in cui gli abitanti spesso non hanno accesso a fonti di acqua pulita e sono costretti a usare come fonti fiumi lontani magari chilometri».
Situazioni che limitano anche le pratiche igieniche: se l’accesso all’acqua è limitato, il semplice lavarsi le mani diventa complicato, come il resto dell’igiene del corpo. «Le pompe a vento erano inizialmente una buona soluzione per dare acqua, ma dopo 15 anni tendono a degradarsi e la manutenzione è difficile e costosa. Quindi siamo passati a realizzare impianti di raccolta di acqua di sorgente – riprende De Boni – le fonti vengono pulite e protette con strutture apposite, da lì partono canalizzazioni che portano l’acqua in un serbatoio, erogando ai villaggi per gravità».
Le progettualità realizzate sono grandi e piccole: da poco il Cvm ha concluso un piano attuato su più di 40 sorgenti, con il ripristino di pozzi già esistenti, che ha portato acqua pulita a circa 90mila persone nel sud dell’Etiopia.
«Siamo lì da molti anni, lavoriamo con staff locale affiancato da nostri volontari che passano un periodo sul posto. Stiamo raccogliendo le candidature per ragazzi in servizio civile che vogliano cimentarsi con questi progetti: prevediamo 2 posti in Etiopia, 4 in Tanzania, 2 in Italia», osserva il coordinatore.
Lo stesso De Boni ha vissuto tre anni in Etiopia, tra il 1989 e il 1991. Per le proprie attività, Cvm si avvale di donazioni volontarie o raccolte fondi, in parte vendendo prodotti alimentari marchigiani: «Abbiamo una collaborazione con la cantina Ciu Ciu di Offida – sorride il coordinatore – i nostri pacchi natalizi contengono dell’ottimo rosso piceno biologico».
L’associazione in queste settimane sta lavorando a un progetto a Gomora, nella regione di South Omo in Etiopia: un acquedotto che porterà acqua pulita a 216 famiglie. L’impianto costerà circa 8600 euro. Parte da una sorgente che eroga dagli 0,18 agli 0,5 litri al secondo:
«È stata costruita una struttura in muratura che raccoglie l’acqua in modo pulito, filtrandola naturalmente e convogliandola verso il sistema di distribuzione – spiegano da Cvm – La dimensione del serbatoio (15 metri cubi) è stata scelta sulla base del flusso reale, così da fare in modo di contenere quasi una giornata intera di produzione. Infine, sono stati costruiti tre punti d’erogazione dell’acqua distribuiti nel villaggio, dove la popolazione potrà raccogliere l’acqua in modo semplice e sicuro».
Un comitato di 7 abitanti si occuperà della cura e manutenzione dell’opera.
Andrea Alba
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È un opera veramente buona. Bisogna aver fiducia e tanta buona volontà per operare in questo settorel