• Chi siamo
  • Dove acquistare
  • Edizione digitale
  • Contatti
mercoledì 26 Agosto 2026
No Result
View All Result
Edizione Digitale
La Voce dei Berici
Il periodico di informazione della Diocesi di Vicenza
  • Editoriali
  • Chiesa
    • Parrocchie
    • Diocesi
    • Missioni
    • Vaticano
  • Attualità
    • Territorio
    • Italia
    • Mondo
  • Liberamente
    • Cultura
    • Spettacoli
    • Sport
  • Abbonamenti

Nessun prodotto nel carrello.

La Voce dei Berici
  • Editoriali
  • Chiesa
    • Parrocchie
    • Diocesi
    • Missioni
    • Vaticano
  • Attualità
    • Territorio
    • Italia
    • Mondo
  • Liberamente
    • Cultura
    • Spettacoli
    • Sport
  • Abbonamenti
No Result
View All Result
La Voce dei Berici
No Result
View All Result
Home Attualità Italia

Ius soli. Cosa prevede la legge (che non c’è)

26 Marzo 2019
in Italia
0
Popoli in festa «per vincere la diffidenza»

Nell'immagine scattata da Mauro Ferretto del Circolo fotografico leoniceno, un momento della Festa dei popoli 2017 a Lonigo.

“Una pagina incivile per l’Italia. Chiediamo scusa agli 800mila compagni di scuola dei nostri figli”. Era il 23 dicembre 2017 e il lapidario commento dell’Unicef resta scolpito nella storia di una legge – quella sullo ius soli “temperato” e sullo ius culturae – che non ha mai visto la luce nonostante l’approvazione da parte della Camera nell’ormai lontano 13 ottobre 2015. Quel 23 dicembre – era un sabato, ultima seduta prima della pausa natalizia – al Senato venne a mancare il numero legale: banchi vuoti nello spazio del centro-destra e del M5S, ma in parte anche tra le fila del centro-sinistra. Poiché si sapeva che il Parlamento sarebbe stato sciolto di lì a pochi giorni per consentire le elezioni politiche il 4 marzo successivo, fu subito chiaro che il destino di quella legge era segnato.

Il tema della cittadinanza italiana per i ragazzi stranieri che crescono insieme ai “nostri figli”, per citare l’Unicef, è tornato sulle prime pagine con il caso di Rami Shehata e Adam El Hamami, i due piccoli eroi del bus dirottato e incendiato. Ma non è un tema che possa essere circoscritto a circostanze così eccezionali.

È un tema che riguarda la sfera dei diritti e che dovrebbe trovare una sistemazione organica a livello normativo. Se ci fossero la volontà politica e i numeri in Parlamento, basterebbe ripartire da quell’onesto punto di mediazione che è rappresentato dalla legge affondata nella passata legislatura.

A essere precisi, nel nostro ordinamento il principio dello ius soli (ben noto al diritto romano) già esiste in virtù della legge 91 del 1992, secondo cui lo straniero nato in Italia e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino alla maggiore età, diviene cittadino al raggiungimento di quest’ultima. Ma quella legge risale a oltre un quarto di secolo fa e negli anni la situazione è profondamente cambiata. A guardarla con occhi liberi da schemi ideologici, la necessità di considerare italiani ragazzi che sono nati nel nostro Paese, che parlano italiano con l’accento di uno dei nostri tanti dialetti e magari vorrebbero diventare carabinieri come Rami e Adam, appare in tutta evidenza un fatto di equità e di civiltà.

Ma quali erano i punti principali della proposta che nella XVII legislatura è stata approvata solo da un ramo del Parlamento? La parte dedicata alla cittadinanza per nascita era ispirata al cosiddetto ius soli “temperato”, in quanto fissava una serie di criteri e di regole e non prevedeva alcun automatismo generalizzato. Essa stabiliva l’acquisto della cittadinanza per chi fosse nato nel territorio italiano da genitori stranieri, dei quali almeno uno in possesso del diritto di soggiorno permanente (per gli immigrati comunitari) o del permesso per soggiorno di lungo periodo (nel caso di extracomunitari). Questa sottolineatura, in rapporto alla normativa allora in vigore,
implicava che in entrambi i casi il requisito decisivo fosse il soggiorno in Italia per almeno cinque anni.
Infatti il diritto di soggiorno permanente veniva riconosciuto al cittadino dell’Unione europea e ai suoi familiari che avessero soggiornato legalmente e in via continuativa per cinque anni sul territorio nazionale. A sua volta il permesso per soggiorno di lungo periodo veniva rilasciato ai cittadini di Stati non appartenenti alla Ue purché titolari, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, e di altri tre requisiti: reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; alloggio idoneo a termini di legge; superamento di un test di conoscenza della lingua italiana. Da tale permesso venivano esclusi gli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

La proposta della scorsa legislatura individuava anche un’altra strada per il riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri e si trattava di un aspetto particolarmente originale e moderno del provvedimento, in cui emergeva in primo piano il fattore formativo (di qui il riferimento allo ius culturae).

Questo diverso itinerario riguardava gli stranieri nati in Italia o entrati entro il compimento dei dodici anni, a cui veniva riconosciuto il diritto alla cittadinanza italiana qualora avessero frequentato regolarmente (secondo le norme vigenti) un percorso formativo di almeno cinque anni nel territorio nazionale.

Tale percorso formativo doveva consistere in uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale d’istruzione oppure in corsi d’istruzione professionale triennali o quadriennali, idonei al conseguimento di una qualifica. Nel caso in cui la frequenza riguardasse il corso di istruzione primaria era necessaria anche la conclusiva positiva di tale corso.

Oltre ai primi due era previsto un terzo filone, anch’esso con elementi di novità, che però non introduceva un diritto, ma rientrava nel campo della concessione della cittadinanza, quella che comunemente si chiama “naturalizzazione”. Un provvedimento discrezionale (con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del ministro dell’Interno) da richiedere al prefetto o all’autorità consolare. I potenziali beneficiari erano gli stranieri arrivati in Italia prima della maggiore età e legalmente residenti da almeno sei anni. Anche in questo caso entrava in gioco l’elemento formativo. Veniva infatti richiesta la regolare frequenza di un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo, presso istituti del sistema nazionale d’istruzione, o di un percorso di formazione professionale, con il conseguimento della relativa qualifica.

CondividiInviaTweet
Sostienici Sostienici Sostienici
Prossimo articolo
Colletta straordinaria per ridare speranza a Beira

Colletta straordinaria per ridare speranza a Beira

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Result
View All Result

Voce

  • Abbonamenti
  • Dove acquistare
  • Edizione digitale
  • radio_tower [#1019]Created with Sketch. Radio Oreb
  • Contatti

I più letti di questo mese

  • Il Nido di Marco Martalar nel bosco di Pedemonte: una nuova meraviglia da scoprire in Alta Valdastico

    Il Nido di Marco Martalar nel bosco di Pedemonte: una nuova meraviglia da scoprire in Alta Valdastico

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0
  • «La mia vocazione è nata e maturata in Azione cattolica». Don Andrea Peruffo saluta l’associazione e si prepara a diventare parroco

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0
  • A Vicenza il caldo non ferma i rider: «Pedalo fino a 200 km al giorno per mandare i soldi alla mia famiglia»

    0 shares
    Condividi 0 Tweet 0

Iscriviti alla Newsletter

Ogni settimana ti segnaleremo notizie, storie e interviste da leggere sul nostro sito.

Privacy Policy | Cookies Policy

CONTRIBUTI E SOVVENZIONI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2024 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione: 
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,51 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2023 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 281.589,38 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2022 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,52 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.
Come richiesto dall’art. 1, commi 125 – 129, della Legge 4 Agosto 2017, n. 124 ed in ossequio alle modifiche introdotte dall’art. 35 del D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), convertito in legge dall’art. 1, comma 1, L. 58/2019, si comunica che la Nuova Voce srl Unipersonale Codice Fiscale: 04123490247 ha ricevuto nel corso dell’anno 2021 i seguenti contributi dalla Pubblica Amministrazione:
Soggetto erogante: Dipartimento per l’informazione e l’editoria; Somma incassata: 269.290,52 euro; Causale: Contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D.Lgs 15 maggio 2017, n. 70.

Nuova Voce Srl – PIVA 04123490247 – Borgo Santa Lucia, 51, 36100 Vicenza | Tel: 0444 301711

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Home
  • Editoriali
  • Chiesa
  • Attualità
  • Liberamente
  • Abbonamenti
  • Edizione digitale
  • Chi siamo
  • Dove acquistare
  • Contatti

Nuova Voce Srl P.IVA 04123490247  - Borgo Santa Lucia, 51, 36100 Vicenza. Tel: 0444-301711