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Home Chiesa

«Padre Pio, apostolo del confessionale»

19 Marzo 2018
in Chiesa, In primo piano
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«Padre Pio, apostolo del confessionale»

Cinque intensi minuti di silenzio, davanti alla teca di Padre Pio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, il santuario più antico di San Giovanni Rotondo, quello maggiormente venerato dai fedeli. È uno dei momenti salienti del viaggio del Papa in omaggio al santo del Gargano, che dopo la tappa a Pietrelcina, durante la quale ha pregato in silenzio presso la cappellina dell’Olmo prima di rivolgere il suo discorso ai fedeli, e dopo la visita strettamente privata ai piccoli degenti del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza si è raccolto in preghiera davanti al corpo di San Pio – per l’occasione trasportato dalla cripta del santuario nuovo alla Chiesa superiore – e ha deposto sulla teca trasparente una stola rossa da confessore, subito dopo aver baciato il crocifisso ligneo in ricordo delle stigmate. Nella messa conclusiva, celebrata sulla spianata del santuario progettato da Renzo Piano e impreziosito dall’oro e dai mosaici di padre Marko Ivan Rupnik, Francesco – davanti a 40mila persone – ha ripercorso le tappe della vita dell’”apostolo del confessionale”, come lo ha definito, e ne ha condensato l’eredità in tre parole: “preghiera, piccolezza, sapienza”.

Amava la Chiesa e i peccatori

“Qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto”, le prime parole a Pietrelcina. “Amava la Chiesa, amava la Chiesa con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati”, ha proseguito a braccio: “Perché tutti noi siamo peccatori, ci vergogniamo, ma lo Spirito di Dio ci ha convocato in questa Chiesa che è santa. E lui amava la Chiesa santa e i figli peccatori, tutti. Questo era san Pio”.

“In quel tempo – ha proseguito il Papa a braccio riferendosi al ritorno di Francesco Forgione nella sua terra per motivi di salute – non c’erano gli antibiotici e le malattie si curavano tornando al paesino natale, dalla mamma, a mangiare le cose che fanno bene, respirare bene l’aria e a pregare. Così fece lui, come un uomo qualsiasi, come un contadino. Questa era la sua nobiltà. Mai rinnegò il suo paese, mai rinnegò le sue origini, mai rinnegò la sua famiglia”.

La lotta con il demonio

A proposito della lotta corpo a corpo di Padre Pio con il demonio, il Papa ha chiesto alla folla di fedeli: “Ma voi credete che il demonio esiste? Esiste o non esiste?”. Esiste, “e va, va da ogni parte, si mette dentro di noi, ci muove, ci tormenta, ci inganna. E lui aveva paura che il demonio lo assalisse, lo spingesse al peccato”. “Amava Gesù e si fidava di lui”, il riassunto della “teologia” di Padre Pio. Un “umile frate cappuccino” che “ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo”.

Nelle parole di Francesco a Pietrelcina, è risuonato l’appello alla comunione, sull’esempio dell’incondizionata fedeltà alla Chiesa mostrata dal santo del Gargano durante tutta la sua vita, nonostante le difficoltà e le incomprensioni. “Un paese che litiga tutti i giorni non cresce, non si costruisce; spaventa la gente. È un paese malato e triste”, il monito a braccio.


Fedeltà alla Chiesa

“La migrazione interna dei giovani, un problema”, le parole a braccio del Papa dedicate ad uno dei problemi più gravi di questa terra: “La popolazione invecchia, ma è un tesoro, i vecchi sono un tesoro! Per favore, non emarginate i vecchi”, l’appello finale: “Mi piacerebbe che una volta si desse il premio Nobel agli anziani che danno memoria all’umanità”.

“Le nostre preghiere assomigliano a quella di Gesù o si riducono a saltuarie chiamate di emergenza? Oppure le intendiamo come dei tranquillanti da assumere a dosi regolari, per avere un po’ di sollievo dallo stress?”. Con queste domande il Papa, nell’omelia della messa a San Giovanni Rotondo, ha attualizzato la prima delle tre eredità di padre Pio: la preghiera.


Prendersi cura dei piccoli

“Chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto, che, al contrario, predilige i potenti e reputa inutili i poveri”, le parole dedicata alla seconda parola: piccolezza. “Chi preferisce i piccoli proclama una profezia di vita contro i profeti di morte di ogni tempo”: quelli di ieri, ma anche di oggi, che come gli spartani – ha aggiunto Francesco a braccio – buttano giù i bambini e le bambine con malformazioni. L’unica differenza, sotto forma di aggravante, è che oggi i profeti di morte agiscono con “più crudeltà, più scienza”.  “Qui c’è uno speciale santuario dove è presente” Dio, l’omaggio del Papa a Casa Sollievo della Sofferenza, da dove ha voluto iniziare la visita a San Giovanni Rotondo.

“Molti sono disposti a mettere un ‘mi piace’ sulla pagina dei grandi santi, ma chi fa come loro?”, l’obiezione dedicata all’ultima delle tre eredità di padre Pio – la sapienza – testimoniata da un santo che ha combattuto il male per tutta la vita, come il Signore: con l’umiltà, con l’obbedienza, con la croce, offrendo il dolore per amore”. “Perché la vita cristiana non è un ‘mi piace’, ma un ‘mi dono’”, ha spiegato Francesco: “La vita profuma quando è offerta in dono; diventa insipida quando è tenuta per sé”.

“Padre Pio è stato un apostolo del confessionale”, ha concluso il Papa: “Anche oggi ci invita lì; e ci dice: ‘Dove vai? Da Gesù o dalle tue tristezze? Dove torni? Da colui che ti salva o nei tuoi abbattimenti, nei tuoi rimpianti, nei tuoi peccati? Vieni, il Signore ti aspetta. Coraggio, non c’è nessun motivo così grave che ti escluda dalla sua misericordia’”.

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