La legislatura si è chiusa senza troppe scosse (Gentiloni non è stato sfiduciato e resta saldamente alla guida del governo, fino al varo di un nuovo esecutivo), come auspicato dal presidente Mattarella che nel suo discorso di fine anno ha parlato di una “pagina bianca” da scrivere con le prossime elezioni. Elezioni che, nei sondaggi diffusi nelle scorse settimane, parlano di una competizione senza vincitori. Certo, siamo appena all’inizio della gara, è difficile dire oggi cosa accadrà fra tre mesi. Proviamo comunque a mettere qualche punto fisso, per capire cosa ci riserveranno i prossimi mesi, da qui alle elezioni, con il contributo di Marco Almagisti, docente di Scienza Politica all’Università di Padova
Il calo dei votanti caratterizzerà anche le prossime elezioni politiche?
«Sarà una campagna molto combattuta. I vari leader saranno molto presenti in televisione e pertanto le percentuali di chi si senterà coinvolto al punto di andare a votare, saranno maggiori. Tuttavia il problema c’è. E deriva da una oggettiva difficoltà della rappresentanza democratica».
Come sarà la campagna elettorale che sta per iniziare?
«Molto conflittuale. I vari leaders si giocheranno fino in fondo la carta dell’anti-establishment, ovvero della critica alle classi dirigenti in quanto tali».
La televisione avrà ancora un ruolo centrale?
«Sì, la televisione rimane il mezzo più utilizzato e più persuasivo. Berlusconi lo sa bene. E lo sapeva bene anche Obama, che nella sua prima campagna presidenziale ha fatto un ottimo lavoro con tutti i possibili canali di comunicazione, non solo con i social, riscoprendo tra l’altro la prossimità, cioè andare ad incontrare i cittadini in occasioni pubbliche aperte, anche dove poteva correre il rischio di essere contestato».
Quali saranno i temi centrali del dibattito?
«Gli stessi che rappresentano delle linee di conflitto nella società: uno su tutti, l’immigrazione. Avranno importanza anche i temi economici: stiamo uscendo da una crisi seria e profonda che ha infranto le illusioni coltivate per decenni. Per questo si parlerà molto di lotta alla povertà e sviluppo economico. Infine, il tema più caro a Berlusconi: la riduzione delle tasse».
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