La devozione alla Madonna di Monte Berico è un punto fermo nella religiosità dei vicentini e non solo. Chi si reca al Santuario per devozione può anche usufruire di una proposta culturale di rilievo: la visita al Museo d’arte sacra.
Trent’anni fa la sede ha vissuto una ripartenza in seguito al restauro degli ambienti che la ospitano. Gli interventi hanno riportato in luce una serie di frammenti affrescati, presenti nella sala d’ingresso e nel salone detto «dei Consultori”. In origine, questo vano ospitava la foresteria conventuale, attiva dal XVI al XVIII secolo. Il «camerone» integralmente affrescato, come documentano frammenti superstiti risalenti al XVI secolo, viene riformato radicalmente nel 1707, in seguito a un’elargizione di fra’ Ferdinando Gabrielli, il quale dispone di “fabbricare una habitacione a’ sue spese sopra la cucina e camera del cuoco facendosi l’ingresso con una scala da erigersi”.
Il Museo è suddiviso in 6 sezioni. La prima ospita una preziosa raccolta di icone post-bizantine. Si possono qui vedere alcuni frammenti d’affresco e i segni di preesistenze architettoniche. La seconda accoglie il corpus iconografico ispirato alle apparizioni mariane e alla fondazione del Santuario. Di particolare interesse le stampe devozionali dedicate alla Madonna di Monte Berico. Al centro della terza sala l’iconografia della Vergine Addolorata con chiaro riferimento alla spiritualità dell’Ordine dei Servi di Maria dal Medioevo ad oggi. Passando poi nel salone del Consultori» o «dei Frati illustri», ambiente caratterizzato da una decorazione murale di pregio, pittorica e scultorea, realizzata tra Sette e Ottocento. Tre qui le tipologie: “Paramenti liturgici e suppel-lettili ecclesiastiche”, “Memorie dei custodi Servi di Maria” e “Immagini della natività e dell’infanzia di Gesù”.
La quinta sezione focalizza l’attenzione sulla religiosità popolare con una ricca raccolta di ex voto (si va dal XV al XX secolo), testimonianza della devozione alla Madonna di Monte Berico. Non mancano le medaglie battesimali, le corone del Rosario e i cuori votivi testimonianze di grazie ricevute. La sesta sezione ospita la raccolta dei crocifissi. Nella decorazione fissa delle pareti sono inserite cinque tavolette ovali del XVII secolo, attribuite a «Matteo dei Pitocchi», ovvero Matteo Ghidoni (1626-1689), specialista nella realizzazione dei soggetti ispirati ai ceti più umili. Da rilevare la novità rappresentata dal ritorno a Monte Berico della corona e del pettorale della Vergine, celebre corredo devozionale offerto come ex voto il 25 agosto 1900.
«Dopo un decennio di esposizione al Museo del Gioiello, nella Basilica Palladiana – ricorda Agata Keran, curatrice del museo – sono tornati stabilmente al Santuario, ospitati nella cappella conventuale». Il locale è stato dotato di un rigoroso sistema di sicurezza. La visita al Museo è perfettamente inserita nell’accoglienza che il santuario offre ai tantissimi pellegrini. Il calendario delle attività offre visite guidate, percorsi tematici e attività didattiche predisposte per le diverse fasce d’età. Non mancano le mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea, meditazioni d’arte, convegni, conferenze e concerti.
Piero Maestro
© RIPRODUZIONE RISERVATA

