In un anno l’Ulss 8 Berica ha perso 120 infermieri fra pensionamenti, maternità e dimissioni volontarie. «La buona notizia è che l’azienda sanitaria è riuscita a reclutarne 124 in tutta la regione, coprendo la carenza. Ma questo basta appena per mantenere i servizi attuali: se parliamo di aprire nuove strutture, in particolare le case di comunità, il personale non è sufficiente». L’allarme viene dal sindacato autonomo degli infermieri Nursind. Il segretario provinciale Andrea Gregori fa i conti e si rivolge direttamente alla politica: «I luoghi vanno abitati dal personale, altrimenti restano vuoti. Serve un sano realismo».
A novembre il corso di laurea triennale di Infermieristica di Vicenza vedrà 56 giovani laurearsi e affacciarsi alla professione sanitaria. «La novità, importante, è che quest’anno c’è stato un incremento di iscrizioni per la nostra professione – osserva Gregori – a settembre 95 domande al posto delle 85 dell’anno scorso. È un dato in controtendenza rispetto al resto del Nord Italia, significa che abbiamo un polo sanitario attrattivo. Del resto, qui c’è una prospettiva di carriera molto ampia, con 220 incarichi per gli infermieri». Il fabbisogno di questi professionisti dell’azienda sanitaria vicentina – che ne conta circa 2400 assunti – nell’anno in corso è stato di 120 persone, stando ai dati della sigla.
«L’Ulss ha presentato altrettante richieste di assunzione in Regione, ottenendo l’autorizzazione. Ne sono stati reclutati 124 – continua Gregori – e tra questi 10 ricostituzioni del rapporto di lavoro, cioè infermieri che si erano licenziati negli ultimi 5 anni e hanno chiesto la riassunzione, possibilità prevista da contratto. È positivo, vuol dire che dopo aver fatto esperienze esterne hanno deciso che l’Ulss è meglio che altrove». A breve verrà aperto un bando per assunzioni a tempo determinato, poi nel 2027 seguirà un concorso di Azienda Zero per inserimenti a tempo indeterminato. «Le strategie di reclutamento sono tutte poste in essere» conclude il sindacalista.
Tutto bene? Fino ad un certo punto. Perché questo personale è sufficiente solo per i servizi in essere. L’Ulss 8 Berica ha previsto l’attivazione di 9 Case di Comunità. «Dovranno decidere fra ospedale e territorio, non si può soddisfare entrambi – dichiara il sindacalista – in questo momento la coperta è troppo corta. Ricordo che le Case di comunità devono essere aperte 24 ore su 24, sette giorni su sette con un servizio infermieristico di almeno 12 ore al giorno. Non basta certo un solo professionista per struttura. Devono decidere cosa vogliono portare avanti, con la consapevolezza che c’è anche un ospedale. E a questo proposito – conclude Gregori – è ormai improrogabile la definizione da parte della Regione Veneto del nuovo piano socio-sanitario e delle schede ospedaliere. Non si può più rimandare. Devono decidere quali servizi devono esserci e quali no: ci aspettiamo un sano realismo».
Andrea Alba
© RIPRODUZIONE RISERVATA


