«Non ho particolari desideri, se non quello di continuare a lasciarmi stupire dal Signore». A dirlo, dopo aver ponderato le parole, è Luca Dalla Costa, originario della parrocchia di Poleo di Schio, che verrà ordinato diacono dal vescovo Giuliano domenica 25 ottobre alle 15.30 a Chiampo. «Spero di riuscire a custodire il coraggio del cambiamento – spiega il futuro diacono -. Non mi spaventa questo tempo particolarmente difficile per i preti, mi spaventa piuttosto la possibilità di non lasciarmi interpellare da questo tempo. Magari anche dalle difficoltà che il Signore metterà lungo la mia strada, restando insensibile». Appassionato di pallavolo e di montagna, Luca stava frequentando Scienze informatiche a Verona quando ha preso la decisione di scommettere sull’intuizione ricevuta ed entrare nella comunità propedeutica del Mandorlo. Uno studio che, riconosce oggi, rispondeva più ad un desiderio di successo personale, mentre nella scelta del seminario e ora del diaconato avverte forte la dimensione dell’abbandono nel Signore.
«Abbiamo vissuto la scelta di Luca con serenità – raccontano i genitori – Conoscendone il carattere e la determinazione, abbiamo capito fin da subito che la sua era una decisione ponderata, ben valutata e profonda». L’hanno seguito da vicino cercando di stargli accanto, ma anche permettendogli di fare serenamente le esperienze necessarie a verificare e maturare il percorso intrapreso. Anche i fratelli Andrea e Michele gli sono stati accanto e ora riconoscono che «la sua scelta significa anzitutto una grande gioia. Siamo profondamente orgogliosi di lui – dicono – perché ci vuole coraggio, e anche tanta fede, per fare un passo così importante. Vederlo intraprendere questo cammino ci rende felici perché metterà la sua vita al servizio degli altri, un dono immenso, non solo per lui, ma per tutta la nostra famiglia». Una vita semplice, tra famiglia, scuola e parrocchia, quella del futuro diacono, ma ricca di relazioni ed esperienze che attualmente lo vedono impegnato per il tirocinio pastorale a Chiampo, dove verrà ordinato, ma anche a Gazzo, dove ha vissuto un’altra esperienza pastorale, e in altre realtà ha lasciato ricordi significativi.

Del resto, l’entusiasmo e la positività non mancano proprio a Luca che riconosce d’aver ricevuto «i doni più belli nei momenti più difficili, nei quali ho trovato il coraggio di guardarmi dentro e di lasciarmi convertire dal Signore – dice con franchezza -. Scegliere di appartenere a Dio significa scegliere di non dipendere più solo ed esclusivamente dalle mie forze, perciò chiedo al Signore il suo coraggio per continuare a convertirmi e camminare sempre nella sua volontà». Una determinazione che s’intravvede da queste parole, frutto di confronti, discernimento, studi che gli anni formativi gli hanno offerto, ma anche di un rapporto personale con il Signore cresciuto nel tempo. Altro tratto peculiare del prossimo don Luca è la capacità di stringere amicizia e di vivere le relazioni con gioia e serenità.
Un’amicizia, però, si è intrecciata in modo del tutto speciale con la sua vita: Mirco Meneghesso, originario di Legnaro, nella diocesi di Padova, è stato suo compagno di studi alla Facoltà Teologica del Triveneto a Padova. Mirco studiava Ingegneria chimica e dei materiali a Padova quando ha deciso di entrare in seminario. Entrambi unici seminaristi per le loro diocesi, condividono la passione per la montagna e lo sport, hanno due fratelli (Andrea e Michele per entrambi) e due nipoti.
Tratti simili che, probabilmente, hanno contribuito a far crescere la loro amicizia. Dallo scorso anno, con l’inizio del Seminario Insieme, sono anche compagni di formazione, anche se vivevano già in parrocchia per il tirocinio pastorale. Mirco sarà presente all’ordinazione di Luca già come diacono perché il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, lo ordinerà sabato 24 ottobre. «Luca parte subito al massimo – chiosa Mirco – io sono un diesel, ho bisogno dei miei tempi, invece lui sa vivere tutto con entusiasmo. Questa è una cosa che apprezzo tanto e che forse gli invidio un po’». La sincerità, invece, è ciò che Luca apprezza di più nell’amico e compagno di formazione: «Mirco non mette doppie facce. Proprio lui è sempre limpido, in quello che dice lo pensa veramente». Entrambi dicono di vivere questo tempo a ridosso dell’ordinazione diaconale con grande serenità, perché la formazione e lo studio della teologia hanno costituito già un periodo molto intenso ed ora è il tempo della fiducia completa nelle mani di Dio.
Per il loro ministero, Mirco si augura di continuare ad essere duttile come gli viene riconosciuto essere stato fin qui, mentre Luca spera di restare autentico nelle relazioni. E i genitori di Luca gli augurano «di essere felice e di riuscire a superare tutte le difficoltà che potrà incontrare durante il suo percorso ecclesiastico con la stessa serenità e consapevolezza che lo hanno accompagnato finora, sapendo che noi genitori saremo sempre al suo fianco».
Naike Monique Borgo
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