Ha contribuito a progettare la Programma 101, la macchina Olivetti presentata nel 1965 e considerata il primo personal computer al mondo che ha contribuito allo sbarco sulla Luna.
Ma quando parla di Sandrigo, Gastone Garziera torna al bambino che percorreva quattro chilometri per andare a scuola con le “sgalmare” ai piedi, alle lezioni di catechismo e al gagliardetto conquistato nelle gare diocesane. Il Comune gli ha conferito il 15 ottobre la cittadinanza onoraria per il suo contributo alla storia dell’informatica, celebrando un percorso cominciato in paese e proseguito nei laboratori Olivetti, al fianco di Giovanni De Sandre e dell’ingegnere Pier Giorgio Perotto.
«È bellissimo. Sono nato e cresciuto a Sandrigo, dove sono rimasto fino ai vent’anni: sono le mie origini», racconta. Nato nel 1942, Garziera sente il bisogno di condividere con i ragazzi delle scuole che ha incontrato anche i ricordi di un’infanzia molto diversa dalla loro. «Ci sono particolari che meritano di essere ricordati, per capire qual era la situazione in cui ci trovavamo noi». A cominciare dalle calzature: le “sgalmare”, con la suola di legno e la tomaia, che passavano da un figlio all’altro. «Mio fratello aveva due anni più di me, quindi mio papà le passava da lui a me. Per lui doveva procurarsi una tomaia e una parte di legno un po’ più grandi». Con quelle ai piedi si affrontava il tragitto verso le aule: «Con ogni tempo, anche con la neve e il ghiaccio, ci facevamo i quattro chilometri per andare alle elementari».
Sono immagini rimaste vive, accanto alla memoria della guerra affidata ai racconti familiari: gli aerei sopra la casa e i soldati nascosti dietro gli angoli dell’edificio. Il nonno Giovanni Garziera venne colpito nella notte tra il 24 e il 25 aprile mentre faceva la guardia alla casa. Poi ci sono i ricordi della parrocchia, che accompagnano a lungo la sua crescita. «Ho fatto dodici anni di catechismo a Sandrigo e molto spesso i sacerdoti mi facevano partecipare alle gare diocesane». Di quelle prove ricorda soprattutto il premio, custodito dalla comunità: «Chi vinceva aveva per un anno il gagliardetto da tenere in chiesa. Finché siamo stati ragazzi e andavamo a catechismo, a Sandrigo era sempre lì presente».
Scuola, famiglia e parrocchia compongono così il paesaggio delle sue origini. «Che il Comune mi abbia dato la cittadinanza onoraria mi fa veramente piacere». Dopo le elementari e le medie in paese, Garziera frequenta l’Istituto tecnico Alessandro Rossi di Vicenza. Prima ancora del diploma arriva il contatto con Olivetti: il responsabile del personale Nicola Tufarelli gli prospetta un’assunzione. Segue il colloquio con Mario Tchou, alla guida del laboratorio di ricerche elettroniche, e il 17 ottobre 1961 entra in azienda. Ha diciannove anni e un mondo nuovo da conoscere. «Ho fatto un corso di quattro mesi, molto importante per me, perché riguardava in particolare due settori: la tecnologia e la logica».
La preparazione continua con De Sandre, che gli consegna il libro di testo del corso tenuto da Perotto. «Mi ha detto: “Intanto lei si studia questo”. Dopo aver ripetuto la lettura di quel libro, ho capito i principi e gli argomenti. È stato un altro passo fondamentale». Poi arriva la convocazione che apre il capitolo della Programma 101: Roberto Olivetti, figlio di Adriano, ha chiesto a Perotto di progettare una calcolatrice elettronica. Un’idea che suscita scetticismo, anche per i costi, ma che il gruppo decide di esplorare. «Ho lavorato a fianco di De Sandre: della rete logica della macchina ci siamo occupati noi due, riferendo all’ingegnere Perotto. Ogni volta che avevamo un’idea o c’era un punto da affrontare, lo facevamo con lui. Passo dopo passo siamo arrivati a una macchina che ci ha convinto».
Il riconoscimento, promosso dall’amministrazione con l’associazione di promozione sociale elle22, ha riportato questa storia nella comunità da cui era partita. Alla cerimonia in sala consiliare è seguito un incontro pubblico a Palazzo Marconi; il mattino successivo Garziera ha incontrato gli studenti della secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Giacomo Zanella, mostrando un esemplare originale della Programma 101. «Conferire la cittadinanza onoraria a Gastone Garziera è un atto di profonda gratitudine e orgoglio per tutta la nostra comunità», sottolinea la sindaca Marica Rigon. «Dedicargli questo riconoscimento significa non solo rendere omaggio a un’icona dell’innovazione, ma anche offrire ai nostri giovani un modello di passione, visione e determinazione a cui potersi ispirare».
Giada Zandonà
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