Giampietro costruisce stampi con la sua ditta, è un artigiano esperto con un hobby speciale: ad un certo punto, “saluta” e va a insegnare. Ai più piccoli, nelle scuole elementari e medie. Mostra la meccanica, allena alla creatività con un gioco di montaggi: «Apro alla conoscenza, nella speranza che quando sceglieranno il loro percorso decidano in modo consapevole». Sulla stessa linea di pensiero e d’azione c’è Michele, alla guida di una ditta informatica. «Quando vado a scuola spengo il telefono, entro nel mondo dei bambini e non ci sono per nessuno – assicura -. Li preparo al lavoro, facendoli stare in gruppo. E sono bravissimi». Giampietro Franco, titolare della Nuova Franco di Trissino, e Michele Lunardon della Lunacom di Marostica sono due degli artigiani vicentini che animano in prima persona, come docenti volontari per alcune ore l’anno, l’Academy che l’associazione anche nel 2026 ha avviato in molte scuole della provincia.
Meccanica e dintorni
«La scorsa settimana dopo 4 ore di attività, in una seconda media, una ragazzina mi ha chiesto “ma a te, il tuo lavoro piace?”. Una domanda importante, che non mi aspettavo. Quando ho risposto “mi piace tantissimo”, è partito il delirio delle domande». L’azienda di Giampietro Franco realizza minuterie metalliche e stampi dalla progettazione all’ingegnerizzazione, alla produzione e lui, agli studenti delle elementari e medie, porta un gioco meccanico di montaggio. «Non sarebbe possibile portare un tornio e una pressa – osserva l’imprenditore -. Così, porto un gioco realizzato con l’aiuto di due ragazzi usciti dal Cfp di Trissino. Gli studenti vedono i montaggi e iniziano a interagire: più facilmente alle elementari, meno alle medie. Purtroppo i giovanissimi stanno perdendo manualità, bisogna dargliela». L’academy consiste in una parte teorica e una parte pratica. «Per un paio d’ore, parlo loro di come la meccanica influisce nel quotidiano – riprende Franco -. Ed emergono oggetti di uso comune che nessuno pensava avesse a che fare con quest’ambito: lo stesso panino non ci sarebbe, se non esistesse un aratro per seminare il grano. E quando poi sei lì a giocare con loro, questi ragazzi sono come un fiume in piena. Hanno un grande bisogno di essere ascoltati». L’obiettivo dell’attività di volontariato, per l’imprenditore, è far sì che i ragazzi a cui parla possano fare «una scelta orientata. È certificato che buona parte degli studenti, a posteriori, avrebbe fatto scelte diverse nel percorso di studi. Ma non potranno mai guardare a quello che non conoscono: così noi ci proviamo, glielo mettiamo lì».
Informatica e affini
«Quando sono partito 30 anni fa con Lunacom, che svolge servizi informatici per piccole e grandi aziende, non c’era ancora il codice Ateco per la nostra attività» sorride Lunardon. L’imprenditore ormai da una decina d’anni partecipa all’Academy nelle scuole. «Nei miei laboratori digitali, che durano 3 ore, porto 12 kit Lego educational, fatti apposta per le scuole. Combiniamo il gioco e la creatività con coding e problem solving. La proposta favorisce lo sviluppo del pensiero logico-computazionale, i ragazzi apprendono il concetto di “evento-azione”, fondamentale nell’informatica, e nel kit ci sono sensori e parte software, così da trasmettere il concetto di causa-effetto».
Nel corso ragazzini e ragazzine vengono divisi in piccoli gruppi, ognuno ha il suo kit da montare. «C’è un robottino da montare e un obiettivo da raggiungere in un certo tempo. Ogni bimbo ha i suoi compiti: chi sviluppa il programma, chi monta i pezzi, chi spiega all’altro perché qualcosa non funziona. Amo lavorare con i ragazzini delle ultime classi delle elementari, ed è bello vedere che questo tipo di attività “accende” anche gli studenti autistici – osserva l’imprenditore – ragazzi che non hanno mai scritto programmi iniziano a farlo e a fare montaggi, con manualità incredibile e interagendo con gli altri». L’obiettivo finale è «prepararli al lavoro. Non al lavoro in senso stretto, essendo alle elementari, ma al lavoro di gruppo. I ragazzi – ribadisce Lunardon – hanno oggi grande bisogno di sviluppare la manualità. Lo vediamo chiaramente. E attività come questa la favoriscono, oltre a instaurare una logica di ruoli reciproci e di reciproco rispetto dei membri del gruppo e degli altri gruppi».
Andrea Alba
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