Non solo 80 anni della Repubblica e del voto alle donne, ma anche 80 anni della possibilità per il mondo femminile di accedere a compiti amministrativi.
A Veronella è stata recentemente ricordata la maestra Ottavia Fontana (1894-1949), prima donna sindaco di questo Comune e del Veneto: subentrata con voto unanime al sindaco ing. Francesco Bovolin, nell’agosto 1946, essendosi questi dimesso per problemi personali. Evidenzia la giornalista Graziana Tondini che di Fontana ha tracciato un profilo il 20 maggio scorso all’Università popolare: «Pur non essendo tesserata, era vicina al partito della Democrazia Cristiana (in particolare all’onorevole Arturo Burato di San Bonifacio, uno dei Costituenti) che in quegli anni era il fulcro della ricostruzione politica nelle zone rurali del Veronese.
Ottavia Fontana interpretò il ruolo di sindaco come una forma di “servizio” e di “cura” della comunità. Rimase in carica per soli tre anni, fino al 1949, quando morì per malattia. Morire “con la fascia tricolore” nell’immaginario collettivo dell’epoca suggellò il suo legame indissolubile con Veronella. Nel 1949, la morte di un sindaco era un evento che coinvolgeva l’intero paese, ma la morte di “una” sindaca, e per giunta maestra, ebbe una risonanza emotiva enorme. Rappresentava la perdita di un punto di riferimento che era riuscito a traghettare il Comune fuori dalle macerie materiali e morali della guerra». La donna contrasse una grave patologia infettiva mentre si trovava in Piemonte, esattamente nel Vercellese, per trattare e stringere un accordo che garantisse un lavoro e un reddito sicuro alle mondine in partenza da Veronella. E a 55 anni concluse la sua esistenza. Certo che anche la causa del decesso è indicativa di impegno e altruismo. Aggiunge Tondini: «Da allora nessuna donna ha più ricoperto la carica di sindaca e per parecchi anni di Ottavia Fontana si parlò ben poco. È stato merito del compianto professor Guerrino Maccagnan, nel 2010, riportare in luce la sua figura con il volume “Ottavia Fontana – Maestra e sindaco di Veronella” presentato davanti all’allora prefetto di Verona Perla Stancari. Poi venne Laura Boldrini, presidente della Camera, che nel 2016 la inserì nella “Sala delle donne” di Palazzo Montecitorio da lei voluta per colmare un vuoto istituzionale, come una delle sindache pioniere della Repubblica italiana».
Certo, il nome della maestra Fontana riecheggia ora spesso nel suo territorio e in tutto il Veneto. In fondo lei è un esempio di emancipazione e dedizione assoluta al bene pubblico. Quindi il 27 maggio scorso a Veronella Ottavia Fontana è stata commemorata dallo storico Lovanio Pedrollo come donna coraggiosa che ha saputo guidare la comunità verso un futuro democratico con elevate qualità morali e limpidi valori, con passione e lungimiranza.
Ottavia era l’ottava di nove figli. La sua famiglia risiedeva in centro paese, in una casa adiacente all’attuale municipio. Fu il parroco don Antonio Malesani a intuire l’intelligenza della ragazza e a suggerirle di studiare dalle suore Figlie di Gesù a Verona.
Maria Bertilla Franchetti
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