Villa Tacchi. Per chi vive nella periferia est della città di Vicenza è oggi sinonimo di biblioteca, anagrafe decentrata e di un parco in cui trovare un po’ di refrigerio nelle calde giornate estive. Affaccia, purtroppo da tempo alquanto trascurata, sul Viale della Pace. Alle sue spalle si estende il popoloso quartiere di San Pio X. Fino agli anni ‘60 qui, dopo la ferrovia, era tutta campagna: la coltura detta “Camisana”. Solo qualche vetusta casa colonica e qualche villino borghese punteggiavano la strada verso Padova, non ancora asfaltata, prima di giungere alla Stanga, ove (come dice il nome) bisognava fermarsi e pagare i dazi delle merci in entrata e in uscita dalla città.
Villa Tacchi non ha forse particolari pregi artistici. Qualcuno ne attribuisce le attuali forme ecclettiche all’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin. Ai primi dell’800 era probabilmente solo una modesta casa di contadini, circondata da campi, orti e viti. Ma il successivo catasto austroungarico la vede più che raddoppiata nelle dimensioni e la censisce come “casa di villeggiatura”, circondata da un grande giardino. Difficile, allo stato attuale, dire esattamente quando avvenne la trasformazione. Certo è che se dal 1831 la proprietà risulta essere della famiglia Sette Gnoato, già possciato sidente di altre ville e campagne nel sud est vicentino, dal 1870 al 1885 è invece abitata dal nobile Giovanni Battista Marchesini con la moglie Augusta Pajello e i loro numerosi figli. Le notizie si fanno decisamente più attendibili e interessanti a partire dal proprietario successivo.
Nel dicembre 1885 la villa viene infatti acquistata da Giacomo Passalenti che, inonore della moglie di origini inglesi, la denomina “London Villa”. La scritta è ancora ben leggibile sui due architravi in pietra dei piccoli ingressi pedonali ai lati del grande cancello in ferro battuto. Passalenti era stato un prete della diocesi di Udine. Nato nel 1838, era stato ordinato sacerdote nel 1862 ma, in seguito ad insanabili contrasti con il suo vescovo, aveva la- il ministero nel 1868. L’anno successivo a Padova era entrato a far parte della Chiesa Metodista divenendone in seguito ministro di culto. Dal 1872 fu per un breve periodo, prima di viaggiare per il mondo e trasferirsi in Inghilterra, pastore della chiesa metodista di San Faustino a Vicenza. A Londra rimase circa dieci anni e qui sposò Helen Elizabeth Elves che poi fece con lui ritorno in Italia nel 1885. Il reverendo Passalenti muore, senza figli, a Villa London dopo appena due anni, il 18 febbraio 1887. La moglie torna in Inghilterra e la villa viene venduta alla famiglia Friziero.
Il 9 giugno del 1900 la proprietà viene acquistata dal conte Gaetano Tacchi di Monte Maria che, subito dopo il matrimonio, vi prende dimora con la giovane moglie, la baronessa Maria de Taxis. I Tacchi vengono da Rovereto. La famiglia è benestante e ha un passato importante nell’industria serica, ma a fine ‘800 si era trasferita nel vicentino dove aveva acquistato case e ampie campagne tra Marola, Quinto Vicentino, Grantortino e Gazzo Padovano. Il conte Gaetano, laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, stabilisce dunque la sua dimora nella periferia di Vicenza. Pone lo stemma dei Tacchi sul cartiglio della facciata della villa e la restaura dotandola di ogni confort allora disponibile, compreso un impianto elettrico e uno di riscaldamento centralizzato. Il conte, che è anche consigliere comunale a Torri di Quartesolo, è molto impegnato nel miglioramento della vita dei suoi mezzadri. Alla sua morte, nel 1929, lascia cospicue beneficenze per l’edificazione dell’asilo di Marola e della chiesa votiva di Madonna della Pace alla Stanga. La vedova e i figli continueranno ad abitare la villa, facendo vita sempre più ritirata, fino al 1972 quando l’ultimo erede, il conte Giuseppe, cedette la proprietà al Comune di Vicenza.
Domenica 24 maggio sono previste visite guidate del complesso alle 15.30, 16, 16.30 e 17.
Alessio Graziani
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