C’è un paesello arrampicato su una salita di montagna: poche case racchiudono la piazza, incastonate fra tante sfumature di verde, boschi e terrazzamenti. Nei giorni di sole, quando in Valposina il cielo è un infinito manto azzurro, il borghetto bianco e la chiesa di San Barnaba si riflettono su due specchietti d’acqua poco più in basso.
«Da pochi mesi entrambi sono effettivamente parte del Comune di Laghi – plaude Marco Lorenzato, sindaco del municipio più piccolo del Veneto (130 abitanti) – e grazie ai fondi di confine con il Trentino abbiamo impermeabilizzato il fondo. Ora l’acqua sarà sempre presente: il nostro paese conserverà la sua “magia” tutto l’anno».
Il dibattito sullo scambio di territori
Proprio questo scambio di territorio è da qualche giorno al centro di dibattiti di qua e di là dal confine regionale: mentre il laghetto a ovest era già di Laghi, quello più a est è stato ceduto da Arsiero, in uno scambio di terreni che ha portato anche quest’ultimo Comune a confinare con il Trentino. Con il diritto, quindi, di accedere a sua volta ai fondi di confine.
La posizione del sindaco di Arsiero
«Lo scambio fra Laghi e Arsiero? È frutto di un percorso legale, limpido, iniziato diversi anni fa. Non capisco le polemiche da parte altoatesina. Ci sono rimasta male», dichiara Cristina Meneghini, sindaco di Arsiero.
Il riferimento è alla legge regionale veneta 2/2024, che ha formalizzato la variazione delle circoscrizioni territoriali su richiesta dei due municipi, definito i cambiamenti nei mappali e stabilito la procedura per adeguare le banche dati catastali.
I lavori di riqualificazione del laghetto
«Sono sindaco da sei anni e da subito il mio impegno è stato lavorare per il nostro territorio – continua Meneghini – cercando di ripopolarlo. L’idea è stata del municipio di Laghi: ci hanno proposto uno scambio di circoscrizione evidenziando la volontà di mettere a posto il secondo laghetto. Ricadeva nel territorio di Arsiero e d’estate diventava una radura».
Il progetto di impermeabilizzazione ha coinvolto più Comuni della vallata, con un investimento di 1,1 milioni di euro sostenuto dai fondi di confine. Sotto lo specchio d’acqua è stata posata una membrana elettrosaldata di 25 mila metri quadrati, protetta da teli con accorgimenti per trattenere la ghiaia. È stata inoltre realizzata una piccola spiaggia e un’area erbosa per accogliere i turisti, oltre a una stradina di 850 metri che circonda il lago.
Polemiche dall’Alto Adige e questione fondi Odi
All’inaugurazione del lago “impermeabilizzato”, lo scorso 11 ottobre, alla presenza delle autorità provinciali e regionali, sono seguite polemiche in particolare da parte trentina.
Ora anche Arsiero si aggiunge ai 48 municipi che, dalla provincia di Sondrio fino a Belluno, circondano le province di Trento e Bolzano. Diventa dunque beneficiario di parte degli 80 milioni dei cosiddetti “Fondi Odi” (legge 191/2009): la quota fissa di 500 mila euro per i Comuni confinanti e ulteriori risorse derivanti da progetti sovracomunali, a cui oggi sono destinati 56 milioni del totale.
Lorenzato: collaborazione e sviluppo della vallata
«Sono presidente dell’Unione Montana Alto Astico – replica Lorenzato – e da parte nostra c’è la volontà di collaborare con tutti gli altri Comuni. Se il lago funziona e diventa un’attrazione, va a beneficio dell’intera Valposina: alloggi, B&B, servizi».
Secondo il sindaco, le critiche del presidente altoatesino Kompatscher nascono dal timore che altri municipi ottengano un confine. «Ricordo che anche la quota dei 500 mila euro non può essere usata per spese correnti: sono sempre progetti di valorizzazione. Nel 2023, ad esempio, abbiamo realizzato un ristorantino e un punto di accoglienza sul laghetto; nel 2024 abbiamo approvato un progetto per un impianto idroelettrico. Con i fondi di confine abbiamo avviato anche la ciclabile Posina-Arsiero, oggi realizzata fino a Fusine e che proseguirà sotto la regia di Posina: un progetto strategico e intercomunale».
Arsiero: “Ora serve unità, non divisioni”
Anche il sindaco di Arsiero insiste sul valore condiviso di questi interventi.
«È chiaro che ciò che per Laghi può essere un potenziale futuro può dare beneficio anche al nostro territorio – afferma Meneghini –. Ci trovavamo in mezzo fra Laghi e Lastebasse, entrambi municipi che ricevono i fondi di confine. Per noi è importante l’omogeneità territoriale ed era giusto riequilibrare le cose. Ora c’è bisogno di unità, non di divisioni».
Il sindaco di Folgaria: «Rapporti ottimi con Arsiero e Laghi»
«I rapporti con Arsiero e Laghi sono sempre stati ottimi. Anzi non può che farmi piacere la possibilità di incrementare la collaborazione. Sul tema dei fondi di confine si fa grande confusione, anche disinformazione e pure a livello trentino – afferma il sindaco di Folgaria Michael Rech, classe 1988 -. Qualcuno ha detto che sono soldi che regaliamo, qualcun altro che c’è chi lavora per acquisire un confine: attenzione, voglio rimarcare con forza che non è tecnicamente corretto definire quelle risorse “trentine”. Se non andassero ai Comuni confinanti al Trentino, gli 80 milioni di euro dei fondi di confine andrebbero direttamente allo Stato. Certe polemiche lasciano il tempo che trovano: piuttosto, lavoriamo perché i progetti realizzati siano davvero transfrontalieri. Con beneficio di tutti».
Progetti futuri e idee in campo
Si inizia ora a ragionare su come impiegare i fondi, ma nulla è ancora definito.
«Cosa faremo della nostra quota? È presto per parlarne – prosegue Meneghini –. Per ora possono esserci solo delle idee, degli spunti. Uno, ad esempio, potrebbe essere il recupero della strada degli Stancari, che va da Arsiero a Posina. È panoramica e bellissima, ma oggi chiusa al traffico. Sarebbe molto utile per il turismo e per i residenti: oggi fra i tre Comuni esiste un unico percorso stradale, che passa per una galleria. E se la galleria per qualche motivo rimane bloccata, cosa facciamo?».
Andrea Alba
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