Sarà celebrata venerdì 14 novembre la Giornata Mondiale del Diabete. La data fa riferimento alla nascita del prof. Frederick Banting che, nel 1921, assieme a Charles Best, scoprì l’insulina, rivoluzionando la cura del diabete.
Per il triennio 2024/26 il tema scelto è: “Diabete e benessere”, con l’obiettivo di attirare l’attenzione non solo sulla gestione clinica della malattia, ma anche sul benessere fisico e mentale delle persone che devono convivere con il diabete.
Secondo il Ministero della Salute, le persone che soffrono di diabete di tipo 1 sono circa 300.000 (circa lo 0,5% della popolazione italiana). Uno studio del 2022 segnala che nei centri pediatrici sono seguiti circa 17.000 bambini e adolescenti.
Come ogni anno, nel weekend successivo alla Giornata Mondiale (15 e 16 novembre), la Fondazione Italiana Diabetescende in piazza insieme a Diabete Italia per informare, sensibilizzare e raccogliere fondi per trovare una cura definitiva al diabete di tipo 1.
Nel fine settimana del 15 e 16 novembre, anche a Bassano del Grappa (Piazza Libertà) sarà possibile sottoporsi a screening e ricevere materiale informativo.
Ecco il tuo testo revisionato e corretto ortograficamente, con una punteggiatura più fluida e una maggiore chiarezza sintattica. Ho mantenuto lo stile giornalistico e informativo.
Una Barbie per l’inclusione
La Mattel ha messo in commercio una Barbie con diabete di tipo 1.
Realizzata in collaborazione con Breakthrough T1D, l’organizzazione mondiale impegnata nella ricerca e nella lotta contro il diabete di tipo 1, la nuova bambola è curata nei minimi dettagli e presenta anche gli apparecchi necessari per tenere sotto controllo la malattia.
Il diabete di tipo 1 è una patologia cronica autoimmune che colpisce ampie fasce della popolazione, compresa una percentuale significativa di bambini.
La Barbie è dotata di un sensore di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) applicato al braccio, che misura costantemente il livello di zucchero nel sangue e lo trasmette a un’applicazione installata sullo smartphone della bambola. Il cerotto che fissa il dispositivo al braccio è rosa e a forma di cuore.
In vita la bambola porta una pompa di insulina, che entra in azione in modo automatico per garantire un dosaggio ottimizzato in base alle necessità.
L’obiettivo di questa iniziativa è permettere ai bambini di tutto il mondo di identificarsi con le Barbie, riconoscendosi nelle loro storie e nelle loro caratteristiche.
Perché – come sottolinea la Mattel – ognuno ha il diritto di sentirsi considerato e rappresentato.
Ecco il tuo testo revisionato e corretto ortograficamente e stilisticamente, mantenendo un tono giornalistico chiaro e professionale.
I cani fiutano il glucosio
Progetto Serena è un’associazione non profit nata nel 2014 da un’idea del dottor Roberto Zampieri, dedicata alla figlia scomparsa in giovane età.
L’associazione è impegnata nella formazione in famiglia dei cani allerta diabete, secondo il protocollo D.A.D. (Diabetic Alert Dog).
Questi cani sono in grado di percepire le più piccole variazioni dell’odore corporeo dovute a episodi di ipo o iperglicemia.
Infatti, le cellule di chi ha il diabete, non riuscendo a sintetizzare correttamente gli zuccheri, attivano vie metaboliche alternative per produrre l’energia necessaria alla sopravvivenza: da qui derivano cambiamenti nell’odore, che i cani riescono a riconoscere.
Per completare il protocollo D.A.D. sono stati necessari tre anni di lavoro e di ricerca, svolti con il supporto di medici e grazie al contributo scientifico del professor Enzo Bonora, primario di Diabetologia ed Endocrinologia all’Università di Verona.
Dal 2021 è in corso proprio presso l’ateneo veronese una ricerca sull’efficacia dei cani allerta per le persone con diabete.
Oggi Progetto Serena è presente in 18 regioni italiane, con 60 tecnici cinofili e oltre 200 cani tra operativi e in formazione. Per ulteriori informazioni: www.progettoserenaonlus.it
Piero Maestro
© RIPRODUZIONE RISERVATA



