Si è aggrappata forte alle gambe del papà di fronte a quelle mani che volevano solo aiutarla a scendere dall’autobus. Si è stretta alla mamma, poco dopo, mentre veniva accompagnata in quella che stava per diventare la sua casa. Non li ha mai lasciati, i suoi genitori, neanche nei giorni seguenti quando è andata alla scoperta di quel quartiere di Arzignano lontano migliaia di chilometri dalla guerra, ma pur sempre un luogo sconosciuto per una piccola di 4 anni, arrivata in parrocchia ad Arzignano giovedì pomeriggio dall’Ucraina insieme ai suoi genitori e alle due sorelline di 2 anni e di 2 mesi.
Un grande borsone e una valigetta è tutto quello che la giovane famiglia è riuscita a portare con sé da Chigirin, paese a circa 250 chilometri da Kiev dove le giornate erano scandite dalle continue fughe nei bunker. Accompagnata in auto fino al confine, la famiglia è stata poi portata in Italia dall’associazione Sos Bambino e si è subito messa in moto una catena di solidarietà con l’Unità pastorale e una rete di famiglie in prima fila. Arzignano è una delle quindici parrocchie (dato aggiornato a martedì 14 marzo) della Diocesi di Vicenza che ha dato disponibilità di accoglienza di profughi ucraini. «Non tutte hanno a disposizione spazi idonei – spiega il dittore di Caritas don Pajarin che sta coordinando il censimento -, ma chi li ha non ha esitato ad offrirli per questa emergenza. È la testimonianza di un territorio che, ancora una volta, mostra il suo volto solidale e aperto all’accoglienza. Da parte nostra continueremo a raccogliere le disponibilità, per essere pronti qualora la Prefettura ci chiedesse di intervenire».

Nel Bassanese verrà occupata anche la casa diocesana di Sant’Eusebio, gestita dal Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) probabilmente tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. La disponibilità è di dieci posti.


