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Home Chiesa Diocesi

Emergenza Ucraina: la Chiesa vicentina in prima fila

9 Marzo 2022
in Diocesi
1
Emergenza Ucraina: la Chiesa vicentina in prima fila

Suor Maria Teresa Merlo, dorotea, superiora delegata dei Paesi europei (terza da sinistra) con le consorelle della comunità di Javorov, vicino a Leopoli (Ucraina) e padre Marius Krawiec, paolino.

La Diocesi di Vicenza ha attivato diverse iniziative a sostegno delle persone colpite dalla guerra in Ucraina. Il vescovo Beniamino Pizziol è in contatto con il Prefetto Pietro Signioriello e segue l’evolversi della situazione mediante la Caritas Diocesana Vicentina, che a sua volta opera in sinergia con la rete della Caritas Italiana e della Caritas Internationalis. 

L’Ufficio Migranti di Caritas fino  martedì 8 marzo (giorno in cui il nostro giornale va in stampa) è stato contattato telefonicamente da 92 persone che hanno chiesto accoglienza (tra cui 57 minori), un’ottantina di queste indicate alla Prefettura. Spesso vengono segnalate, ma poi trovano soluzioni alternative. Caritas finora ha accolto in un appartamento un nucleo familiare composto da nonna, mamma e bambina. 

Prosegue il censimento relativo alla disponibilità di case, beni materiali e volontariato: finora ci sono stati 180 contatti. I privati, le parrocchie, gli enti, le aziende e le associazioni interessate possono dare la propria disponibilità contattando la segreteria Caritas al numero 0444.304986 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13) o tramite mail: segreteria@caritas.vicenza.it.

«Al momento, secondo anche le indicazioni di Caritas Italiana – spiega  il direttore don Enrico Pajarin -, una delle forme più efficaci di sostegno è quella delle donazioni in denaro, che consente di avviare iniziative mirate in base alle reali necessità. Donazioni che possono essere fatte all’Associazione Diakonia Onlus (Iban IT40D 0501811800000011079332, intestato a Associazione Diakonia Onlus c/c Banca Popolare Etica – filiale di Vicenza causale “Ucraina/Profughi nel vicentino”), nel caso in cui si vogliano sostenere gli interventi di Caritas Diocesana Vicentina a favore delle persone che giungono qui da noi, o a Caritas Italiana nel caso in cui si vogliano aiutare le persone che si trovano ancora in Ucraina o negli stati limitrofi (conto corrente postale n. 347013, www.caritas.it o bonifico bancario, causale “Europa/Ucraina”, tramite Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111)».

Caritas Diocesana Vicentina, tramite la propria équipe migranti, è infine disponibile a orientare e fornire informazioni sulle pratiche giuridiche e sanitarie connesse all’arrivo e all’accoglienza dei profughi ucraini, in modo da attivare le specifiche forme di protezione, accompagnamento e inclusione nella rete sociale locale. 

Un importante aggiornamento viene dalla Congregazione delle Suore Maestre di S. Dorotea Figlie dei S. Cuori, con Casa Madre a Vicenza, che sta accogliendo ucraini in fuga dalla guerra in tre comunità nell’Est Europa. 

In Ucraina, a Javorov, paese recentemente bombardato vicino a Leopoli (ovest del Paese), suor Malgorzata e due consorelle hanno deciso di non lasciare il Paese (nonostante l’invito della Superiora generale): stanno ospitando diversi profughi e organizzando il trasporto per la Polonia per chi vuole oltrepassare il confine. «Otto missili sono caduti a 25 km dal nostro convento – racconta Maria Teresa Merlo, superiora delegata dei Paesi europei -. Sono stati colpiti civili e le famiglie dei militari che risiedono in una cittadella vicino all’enorme caserma dove i soldati ucraini si preparano per la guerra. Grazie a Dio le suore stanno bene. Il flusso di profughi è continuo. Il parroco della nostra parrocchia è polacco, arrivano tanti aiuti dalla Polonia e cominciano ad arrivare i primi aiuti dall’Italia». «Qualche giorno fa – continua la religiosa – sono giunte 12 persone che resteranno con le nostre suore finché non terminerà la guerra. Molti decidono di non lasciare il Paese».

Anche le due comunità di Lublino, in Polonia, stanno ospitando una quarantina di profughi e sono coinvolte negli aiuti umanitari. La superiora suor Monika Boryca, dorotea, supportata dalla disponibilità e collaborazione delle consorelle, ospita una quarantina di profughi ucraini. La religiosa è responsabile del Centro di raccolta degli aiuti umanitari per la popolazione ucraina, punto di riferimento per l’intero Paese, in sinergia con Caritas. Un lavoro di smistamento e organizzazione enorme: «Si lavora giorno e notte – racconta ancora suor Merlo che vive a Lublino -. Abbiamo 20 posti disponibili per i profughi e sono tutti occupati da mamme con bambini.  Nonostante l’enorme sofferenza sono persone forti, volenterose, che non si danno per vinte». 

Anche la comunità delle suore dorotee in Romania (suor Emilia Rossi e consorelle), collabora con Caritas. «È appena  partito da Vicenza un furgone carico di materassi, coperte e lenzuola per allestire 30 posti in una delle nostre case a Oteleni. I profughi da ospitare arriveranno nei prossimi giorni»» conclude suor Merlo, aggiungendo: «In questa terribile emergenza umanitaria  i Governi fanno qualcosa, ma – mi creda – è la Chiesa che si muove, raccoglie, gestisce e dona» (per aiutare le comunità delle suore Dorotee: Iban IT11 X030 6911 8941 0000 0014 372,  intestato a Istituto Suore maestre di S. Dorotea figlie dei Sacri Cuori , causale “Per accoglienza profughi”).

Scatoloni pronti per essere inviati in Romania.

È questione anche di contatti e conoscenze, la Chiesa arriva dove altri difficilmente arrivano. Don Emanuele Cuccarollo, ex parroco di Tavernelle, attuale collaboratore della diocesi di Assisi ne è un esempio: ha messo in contatto Giampietro Dal Ben, presidente dell’associazione “Energia e Sorrisi” di Tavernelle – struttura con una cinquantina di volontari con un grande esperienza nella consegna di aiuti umanitari in Bosnia – con don Francesco Andolfatto, originario di Tezze sul Brenta, prete della diocesi di Varsavia, missionario in Ucraina, dove è rettore del seminario di Uzhgorod, a cinque chilometri dal confine slovacco.

Don Francesco Andolfatto, di Tezze sul Brenta, prete della diocesi di Varsavia, missionario in Ucraina, dove è Rettore del seminario di Uzhgorod, a cinque chilometri dal confine slovacco.

Due bilici partono giovedì 10 marzo: «2.500 scatoloni con vestiti, scarpe, materiale didatico, zainetti, giocattoli  raggiungeranno chi ne ha bisogno – racconta Dal Ben -. Nel nostro Centro di Tavernelle stanno arrivando tantissime cose, ma donare non significa svuotare le cantine. I vestiti devono essere usati, certo, ma in ordine e puliti. Mancano soprattutto cibo a lunga conservazione, medicinali e prodotti per l’igiene». 

Il problema sarà passare il confine, ma Dal Ben, da buon rallista, non ha paura né della frontiera, né del tempo che ci impiegherà per raggiungere don Francesco. «So che ci riuscirò» dice. Conta di raggiungere il sacerdote già il corrente sabato mattina passando attraverso la Slovenia e l’Ungheria. Con lui ci sono un gruppo di volontari da tutto il Vicentino, tra cui una donna ucraina che va a prendere la madre.

«Ospitiamo tantissime famiglie di profughi – racconta don Francesco da Uzhgorod dove vive da 7 anni -, ormai non le conto più. Offriamo assistenza materiale e spirituale. Tutti hanno bisogno di una parola di conforto data dal Vangelo. Distribuiamo alimenti e preghiamo con loro. Arrivano stanchissimi, dopo 15 ore in piedi su un treno, ma hanno la luce negli occhi e si mettono a disposizione. Ogni mattina c’è la preghiera. Viviamo questo momento tragico in comunione. La Chiesa è pronta ad andare in esilio, ma non si disperde. Quasi tutti i treni dall’est dell’Ucraina sono pieni zeppi. Non c’è posto per sedersi. È difficile soprattuto per le famiglie che si spaccano in due».

«È una guerra fratricida, frutto della mancanza di ragione e fede – conclude il Rettore – ma non mi scandalizza perché il conflitto appartiene alla storia umana. Vedere giovani che si sparano perché “devono farlo” spacca il cuore». L’Ucraina da qualche giorno ha centralizzato gli aiuti umanitari. Giungono nei Centri di raccolta e poi vengono distribuiti nel Paese con mezzi statali.

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Commenti 1

  1. Parisotto Almiro says:
    4 anni ago

    Parisotto Almiro sono disponibile a cedere un gruppo ellettrogeno per ucraina

    Rispondi

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