“Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla chiesa del terzo millennio […]. Quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola sinodo”. Così si esprimeva papa Francesco nel 2015, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione del sinodo dei vescovi. E sappiamo quanto, sulla scia delle esortazioni pontificie, la sinodalità oggi sia, se non una pratica pienamente in atto, una dichiarazione d’intenti diffusa a ogni livello ecclesiale.

Nel dibattito e nell’approfondimento teologico su questo tema si inserisce l’ultimo lavoro di don Aldo Martin: Sinodalità. Il fondamento biblico del camminare insieme (Queriniana, 183 pagg., 15 euro, prefazione del card. Pietro Parolin). Il saggio è un utilissimo contributo di studio per il cammino in varie fasi che stiamo vivendo rispetto al sinodo sulla sinodalità indetto da papa Francesco e che nel 2023 vedrà riunirsi l’assemblea del sinodo dei vescovi, ma l’autore – presbitero vicentino, biblista con numerose pubblicazioni all’attivo e attuale rettore del seminario diocesano – specifica di aver intrapreso e scritto questo studio prima che tale sinodo fosse annunciato. Il lavoro ha preso le mosse da un importante documento della Commissione teologica internazionale, La sinodalità nella vita e nella missione della chiesa (2018), del quale a Martin, in un volume di commento a più voci, fu chiesto di illuminare lo sfondo biblico.
Dall’intuizione di una sorta di un’implicita “ecclesiologia biblica sinodale” radicata nel documento, che meritava di essere portata alla luce, nasce lo studio che ora possiamo leggere.
L’obiettivo primario è quello di evidenziare come la sinodalità abbia un solido fondamento biblico. Insomma, “chiesa sinodale” è tutt’altro che uno slogan ma anzi “scaturisce dalla natura stessa dell’evento ecclesiale, così come emerge dalla lettura attenta delle testimonianze del Nuovo Testamento. È una dimensione costitutiva della comunità cristiana”. Già il punto di partenza è interessante. Da un lato rispetto alle parole sinodo, sinodalità e sinodale riscontriamo un ampio ventaglio di accezioni: esperienze, eventi, dinamiche e programmi anche molto differenti tra loro e che pure lasciano emergere in controluce un unico modello ecclesiale, “che ha nella resa letterale del termine synodos – ‘strada insieme’, ‘camminare assieme’ – la sua categoria sintetica più espressiva”. Dall’altro, gli stessi termini sinodo, sinodalità e sinodale nella Bibbia semplicemente non ci sono, pur essendo una realtà presentissima nel racconto soprattutto neotestamentario.
Martin, dunque, raccoglie la sfida di far emergere dalla Scrittura, “al di là di ogni stretta corrispondenza lessicale (appunto inesistente), le dinamiche e le linee di fondo della realtà ecclesiale primitiva che supportano l’odierna visione sinodale della chiesa”. L’approfondimento è articolato in cinque grandi tappe verso la comprensione, sintetica e articolata al tempo stesso, di una chiesa che è convocata, attuata, strutturata, inviata ed escatologicamente orientata. Un percorso marcatamente ecclesiologico in cui all’analisi testuale (soprattutto sui testi di Vangeli, Atti e lettere paoline) si intrecciano diverse tematiche – come la teologia dei ministeri, i ruoli e i processi decisionali, la dimensione missionaria, l’interazione come dimensione necessaria alla vita anche ecclesiale, ecc.
Don Aldo Martin, biblista raffinato, sapiente e al contempo appassionato, conduce abilmente il lettore (che si presuppone già un po’ formato, si tratta pur sempre di un saggio specialistico) a riscoprire il fondamento biblico della sinodalità: “la sacra Scrittura – e specialmente il Nuovo Testamento – ci testimoniano che la sinodalità è il modo di essere della chiesa fin dalle sue origini. Tornare alla sorgività degli inizi sarà, quindi, il modo per proiettarsi con fiducia verso il futuro”.


