C’è stato il cammino sinodale al centro dell’intervento del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua introduzione all’Assemblea generale straordinaria dei vescovi italiani, che si svolge a Roma fino al 25 novembre.
A tale riguardo il Presidente della Cei ha ricordato come il cammino sinodale sia una «occasione per una nuova e più profonda consapevolezza del nostro essere pastori». «Papa Francesco ci spinge nella direzione di una maggiore attenzione alla nostra gente. E non è proprio questa – ha aggiunto – l’ecclesiologia del Vaticano II, quella secondo cui la Chiesa è ‘popolo di Dio’?”. «In questi decenni abbiamo vissuto con grande impegno, peraltro non senza fatiche, la dimensione della collegialità episcopale», l’analisi del porporato: «Il Cammino sinodale ci chiede di fare un passo ulteriore: di far maturare la collegialità che viviamo tra di noi verso la sinodalità di tutti i soggetti ecclesiali».
«Abbiamo l’opportunità – ha sottolineato – di coinvolgere tutti i credenti, anche quelli più tiepidi, facendoli sentire non accessori o meri destinatari, ma essenziali della vita della Chiesa». In tale prospettiva, secondo il Presidente, il cammino sinodale è «una grande occasione di crescita non solo per noi pastori, ma per la Chiesa nel suo complesso. Si tratta di modificare la direzione del pensiero: non c’è più chi parla soltanto e chi ascolta soltanto; tutti siamo in ascolto gli uni degli altri, e soprattutto in ascolto dello Spirito». Il Sinodo, dunque, è una «opportunità da non perdere per porre le basi di un ascolto dello Spirito e di tutte le voci della Chiesa. Nessuno è esclusivamente docente e nessuno è esclusivamente discente: ci si ascolta, si impara e si cresce insieme».
Nell’ampio intervento del Cardinale ci sono stati anche numerosi riferimenti alla cronaca e alle emergenze a partire da quella pandemica rispetto alla quale «serve un surplus di responsabilità da parte di tutti». «La divisione in fronti contrapposti – ha evidenziato – indebolisce sia la tenuta della società sia il cordone sanitario che ci ha permesso di salvaguardare i più fragili e di contenere il numero delle vittime».
Riferendosi quindi alle molteplici situazioni di soprusi e abusi Bassetti ha richiamato la situazione della Libia, quella dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia, e quella di chi, dalle coste del Magreb, si avventura nel Mediterraneo. Nonpoteva mancare un pensiero per «le persone che sono state vittime di abusi fisici e psicologici, anche nei nostri ambienti. La Giornata di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, istituita dal Consiglio episcopale permanente, è un ulteriore segno concreto – ha sottolineato Bassetti – dell’attenzione e della vicinanza della nostra Chiesa: noi siamo accanto ai più deboli!».
Un’attenzione significativa è stata data ai giovani, alle loro preoccupazioni per l’ambiente che si sono manifestate nella Settimana sociale. Bassetti ha anche ricordato come «ogni anno in Italia in migliaia fanno le valigie per cercare fortuna altrove». «Molti stentano a trovare lavoro qui oppure sono demotivati a tal punto da rinunciare a cercare un’occupazione o a studiare per raggiungerla» ha aggiunto. «L’auspicio è che i temi affrontati alla Settimana sociale di Taranto siano oggetto di approfondimento e diventino occasione per fare scelte concrete anche a livello ecclesiale».


