È il 18 settembre 2022 la data da segnare in agenda. È il giorno in cui si terrà il pellegrinaggio diocesano unitario dell’Azione Cattolica Vicentina sul Monte Summano e che è stato annunciato domenica scorsa durante l’assemblea diocesana al teatro del Centro “Onisto” di Vicenza.
La data non è casuale. Nel 1922, infatti, dunque un secolo fa, i giovani dell’Azione cattolica iniziarono i lavori per la realizzazione dell’attuale croce, raccogliendo così l’invito del vescovo di allora Ferdinando Rodolfi.
L’appuntamento del prossimo anno non sarà un semplice evento, ma un momento per vivere un’esperienza straordinaria di sinodalità associativa che vuole riportare al centro il “camminare insieme”. Un percorso che è già iniziato con la consegna, durante l’assemblea, a ogni gruppo parrocchiale di una bandiera dell’Ac affinché – come ha raccomandato il presidente diocesano Dino Caliaro – venga “custodita e protetta” fino all’arrivo sulla vetta dove spicca la grande Croce con l’immagine del Cristo realizzata dallo scultore Giorgio Sperotto e posta sulla croce sempre dai giovani di Ac nel 1993.
Raggiungere la cima, però, non significherà raggiungere la meta ma vivere insieme una tappa. Con questo pellegrinaggio l’Ac, infatti, punta a dare vita a un cammino di ascolto e confronto intergenerazionale da esprimere su tutti i livelli, dalla Diocesi alla più piccola parrocchia.

L’invito, in vista della salita al Summano, è quello di incontrare il prossimo mettendosi in ascolto della sua storia e affidandogli la propria. Un invito che ribadisce l’importanza di non lasciare indietro nessuno e di sentirsi tutti, comunitariamente, protagonisti. ll percorso in preparazione al pellegrinaggio, infatti, coinvolgerà indistintamente bambini, ragazzi, giovani, giovanissimi, adulti e adultissimi: per poterlo vivere insieme verranno proposti diversi momenti di condivisione all’insegna dell’ascolto tra generazioni, come suggerisce il cammino sinodale della Chiesa. «Così il Summano sarà il luogo e il 18 settembre sarà il giorno – ci dice Caliaro – in cui raccontarci chi siamo e dire “per chi” siamo con gli occhi fissi verso la Croce. Che questo giorno sia come una finestra illuminata lungo la strada, che con la sua luce ci guida e ci ricorda che siamo in cammino e in ascolto». In questa strada, infatti, ogni associazione parrocchiale sarà accompagnata da un testimone dell’Azione Cattolica.
L’8 dicembre, giorno della festa dell’adesione, ogni realtà riceverà il nome di chi con la propria testimonianza di vita sarà una sorta di faro nel cammino da intraprendere insieme. Ogni realtà potrà far conoscere questa figura alla comunità, approfondendone la storia, nelle modalità che preferisce. E raggiungere – con questa ulteriore condivisione – la tappa del Summano.

L’assemblea diocesana ha avuto come tema portante la fedeltà nell’associazione, nella Chiesa e nel tempo di oggi (“Fedeltà nel poco” era il titolo) che è stato declinato da Ernesto Preziosi in dialogo con Margherita Scarello. Preziosi, già vice presidente nazionale del settore adulti di Ac, già parlamentare, è presidente del Centro Studi Storici e Sociali e docente di storia contemporanea all’Università degli studi di Urbino . «Per me la chiamata alla fedeltà – ha evidenziato in un passaggio rispondendo a una domanda di Scarello – ha significato fare i conti con la chiamata battesimale. Il battesimo va reso vivo e ciò è faticoso perché il battesimo non vissuto non comporta una testimonianza pubblica».
«Ogni giorno ci troviamo di fronte al dilemma tra dare a Dio tutto o il superfluo – ha detto il vescovo Beniamino Pizziol, durante la Santa Messa conclusiva -. Noi, popolo di Dio, ci troviamo sempre davanti a questo dilemma. Ciò che diamo è al di fuori di noi o ciò che offriamo ci cambia profondamente?! Gesù ha dato tutto se stesso per la nostra salvezza. Ma cos’è il tutto? Tutto è la fede, quando mettiamo i frammenti della nostra vita nelle mani del Signore».


