Nei giorni scorsi la Questura ha disposto il rimpatrio di Farid, il senzatetto che viveva stabilmente nei pressi di contrĂ XX settembre a Vicenza con il suo cane, Stella. La notizia ha sconvolto numerosi residenti perchĂ© Farid era stato “adottato” dal quartiere che provvedeva a tante sue necessitĂ , comprese quelle della sua cagnolina meticcia con cui era in simbiosi. Al momento Farid si trova a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, e Stella nel canile di Vicenza. Tantissime persone si stanno mobilitando per far tornare “a casa” il senzatetto, tantissimi i commenti sui social. Ăˆ partita anche una raccolta firme.
Di eseguito, dal nostro archivio, l’articolo pubblicato sulla Voce del 19 dicembre 2021 che racconta la sua storia.
Ci sediamo accanto a lui un lunedì pomeriggio di metĂ dicembre. «Ti va di fare due chiacchiere? ». «Sì», dice, alzando le spalle, sorridendo. Sono piĂ¹ o meno le tre. Fa freddo e c’è poca gente in giro. Farid, 45 anni, tunisino, è una garanzia. Tutti i giorni è sempre nello stesso posto, seduto sul marciapiede in prossimitĂ della rotatoria di contrĂ XX settembre, a Vicenza. Fa parte dell’arredo urbano. Accanto a lui c’è Stella, una tranquilla meticcia di 7 anni, nera. Vivono in simbiosi. Parcheggiata poco piĂ¹ in lĂ la sua bicicletta, l’armadio con le ruote.
Oggi è il giorno della doccia alla Caritas ma non ha voglia. «Sono stanco racconta – . Ci andrĂ² dopodomani, mercoledì, o sabato». La parola senzatetto non lo convince perchĂ© lui un tetto ce l’ha. Sono i portici di contrĂ Porta Padova sulla destra, poco prima di scendere a Ponte degli Angeli. Si fa il letto ogni sera con piumoni, coperte di pile e cartoni. La mattina ripone tutto in una nicchia poco distante e la sera ricomincia daccapo.
«Di notte hai freddo?». «Un po’ – dice – ma ho le coperte. Tante persone mi aiutano».
L’appartamento di Farid è il quartiere. Letto sotto i portici, bagni a Casa Santa Lucia in via Pasi, salotto-sala da pranzo di fronte alla pasticceria Bolzani: «Piera (Bolzani ndr) mi scalda il cibo che mi compro con i pochi soldi che racimolo durante il giorno – racconta con un italiano zoppicante – o che mi dĂ Agostino (il proprietario dell’alimentari qualche metro piĂ¹ avanti ndr)». Poi c’è la signora Ida del salone da donna in contrĂ San Pietro. Non gli fa la piega – sarebbe impossibile con quel groviglio di rasta in testa -, ma lo saluta, gli regala il taglia unghie, gli allunga qualche soldo, gli porta il caffè. Si arrabbia anche, quando beve troppo, fa la pipì davanti al suo negozio o butta il vetro nel cassonetto del secco.
Farid è nato in ottobre, a Tunisi, c’è scritto in una fotocopia di un documento che tira fuori dallo zaino. Ăˆ arrivato a Vicenza nel 2001: «C’era la guerra » dice. Poi farfuglia qualcosa su «una casa, bella». Probabilmente quella che ha lasciato. Non ha sempre trascorso le notti per strada. «Fino a quattro anni fa dormivo alla Caritas, ma adesso c’è troppa gente e con il Covid hanno ridotto i posti». La veritĂ sta sempre nel mezzo. Non si possono portare alcolici e Farid fa fatica a staccarsene. La birra è lì accanto.
«Qualcuno ti tratta male?» gli chiediamo. «Sì, ma sono di piĂ¹ le persone buone» risponde.
Stella è convalescente. Ăˆ stata da poco operata alla pancia. «Aveva un tumore, ma per fotuna è rimasto lì, non è andato in giro» spiega il tunisino prendendo confidenza. L’accarezza, la gira a pancia in sĂ¹ e ci fa vedere il taglio. Lei non fa una piega. «Deve magiare poco. Tra qualche giorno tolgono i punti». La cagna è stata operata grazie alla generositĂ di una signora – poi scopriamo chiamarsi Elena – che «arriva con una grossa auto e porta Stella dal veterinario » spiega Farid. «Sabato e domenica in piazza Matteotti ci portano cibo e vestiti – racconta ancora -. C’è the caldo e possiamo chiedere quello di cui abbiamo bisogno. Ce lo portano la volta dopo». Le giornate passano lente, tutte uguali. «Quando ho voglia vado a fare una passeggiata in centro – dice -. Ho tanti amici. Tanti conoscono Stella, la salutano e la accarezzano». Poi Farid torna nel suo salotto-sala da pranzo con le decorazioni di Natale e la catena della solidarietĂ continua grazie a Piera, Agostino, Ida, Elena…

