Si conclude, questo fine settimana, l’anno giubilare dedicato a Giovanna Meneghini, fondatrice della congregazione religiosa delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria.
Si aprono le celebrazioni questo sabato 9 giugno, alle 16, nella Barchessa di Villa Savardo, a Breganze, con un incontro di prospettiva sul tema “La profezia dell’amore nel tempo del postumano”; relatori Chiara Giaccardi e Mauro Magatti dell’Università cattolica di Milano.
Alle 21, nel Duomo di Breganze, si prosegue con alcune riflessioni in musica e canto con l’Orchestra Officina Armonica e la Schola Cantorum di Breganze.Domenica 10, alle 10.30, nel Duomo di Breganze la solenne conclusione con la messa presieduta dal card Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, concelebrata dal vescovo della Diocesi di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol.
“Conosciamola nella sua santità”
A parlarci di madre Giovanna, dichiarata venerabile il 4 maggio 2017, la postulatrice della causa di beatificazione, suor Samuela Sartorel.
Suor Samuela, può tracciarci la figura della venerabile Giovanna? Cosa possiamo evidenziare di questa donna?
«È facile tracciare il profilo di Giovanna, più difficile è comprendere fino in fondo il suo valore. Bastano tre rapide pennellate per dare un’idea del suo profilo umano-spirituale ma, come per le opere d’arte importanti, devono essere pazientemente contemplate per capirne le sfumature e il significato. Giovanna è disarmante nella sua semplicità, accattivante nella sua interiore profondità, sconvolgente nell’eroica fedeltà al volere divino, in uno stile di vita comune a tutti».
Si sta chiudendo un anno importante: anniversari e la dichiarazione di venerabilità. Quali sentimenti attraversano la congregazione delle Orsoline?
«Che il riconoscimento della venerabilità della Serva di Dio, dichiarato dalla Chiesa, sia coinciso con l’anno giubilare noi, Suore Orsoline del Scm, l’abbiamo accolto come un grande dono, una conferma dell’esemplarità della sua vita da sempre percepita. C’è stato consegnato un valore eterno, un dono prezioso che, come tutti i doni divini, non può essere messo e chiuso in cassaforte, ma va fatto fruttificare. Alla famiglia religiosa, a ogni singola sorella e ai fedeli, la Chiesa propone e affida un modello, un esempio di vita che, unito agli altri, aiuta a comprendere che la santità è per tutti, è una strada dalle molteplici corsie dove ognuno può procedere verso l’unica meta con il ritmo e i modi che le sono proprie».
Cosa ci aspetta ora?
«La logica del cammino è la beatificazione, ma quello che oggi più si desidera è che Giovanna sia conosciuta nella sua santità e, poi, quello che il Signore vorrà».


