Se fosse un tavolo, sarebbe la gamba portante. Ma poiché parliamo di un’emittente radiofonica, il nostro protagonista è equivalente a una frequenza: indispensabile, essenziale, imprescindibile alle trasmissioni. E del resto Giuseppe Alberti, che ha 64 anni, da ben 52 si dedica a diffondere nell’etere messaggi, celebrazioni, musica, interviste tramite la “ sua” Radio Oreb, l’emittente cattolica che dalla chiesa di Lisiera (Bolzano Vicentino) porta la voce della diocesi di Vicenza a tutta la comunità diocesana e anche alle province vicine. Ora Alberti va in pensione, anzi lo è già. «Ho visto nascere Radio Oreb – racconta, commosso – come volontario. E vorrei finire come volontario: tornerò, non appena sarà possibile».
Correva l’anno 1974 quando la storia della radio è iniziata, e Alberti c’era. A dodici anni, già dava una mano all’allora parroco don Alfonso Scremin. «Don Alfonso era radioamatore – sorride Giuseppe – aveva la passione del cb. Portava la Comunione a casa agli ammalati, e questi gli dicevano “ma perché non trasmetti la Messa, così possiamo sentirla?”. La radio è nata così, un po’ per sfida. La prima antenna “fm” fu montata sul campanile e realizzata artigianalmente da un tecnico: all’epoca non le vendevano, ce l’avevano solo Radio Vaticana e la Rai». E Alberti, ragazzino, diede una mano a montarla. Dopodichè, a cadenza quasi quotidiana era nella redazione della radio.
Redazione? «Era il corridoio della canonica, inizialmente. Due metri quadrati – ricorda il tecnico – poi la radio iniziò a ingrandirsi: il secondo programma che iniziammo a trasmettere fu Dio, sole della giornata ». Molto longevo, viene trasmesso anche oggi e comprende l’almanacco, il sole che sorge e tramonta, il santo del giorno, la rubrica dei compleanni, l’agenda della giornata. Curato da Alberti fino al giorno del pensionamento, il programma è una delle chiavi del successo dell’emittente. «La gente della parrocchia ha iniziato a sentire dei compleanni, quindi a fare richieste. E noi avevamo anche la grande agenda con le date, oltre che dei battesimi e delle nascite, pure dei matrimoni e degli onomastici. Così le richieste hanno iniziato ad aumentare, ad allargarsi anche ben al di là del paese di Lisiera». Con gli ascolti sono arrivate le offerte – ancora oggi Radio Oreb si regge soprattutto grazie al sostegno degli ascoltatori – e i ponti radio nell’Altopiano dei Sette Comuni, che permettono l’ascolto ben oltre la provincia. Nel 1984, per il giovane volontario Giuseppe è arrivata l’assunzione. «Sono stato fortunato – ricorda – il tecnico Giancarlo Benetti che collaborava alla radio ad un certo punto disse al parroco, “questo ragazzo è sempre qua, cosa aspetti ad assumerlo?”. Io non ci pensavo, non credevo che la radio a quei tempi fosse in grado di pagare un dipendente». Da allora, senza tregua Alberti si è occupato delle trasmissioni: responsabile del palinsesto, dagli anni ’80 ad oggi ha registrato, corretto, preparato, prima con i sistemi di registrazione a piastre e cassetta, poi con tecnologie via via sempre più digitalizzate. Nel 2024 è stato insignito della Croce pro Ecclesia et Pontifice e negli ultimi anni affiancato dal collega Lauro Giaretta. La radio intitolata al monte sacro in cui Elia sentì la voce di Dio rimane viva e vitale: «A differenza di altre emittenti venete, noi non abbiamo mai cambiato il nostro nome, la nostra identità. – osserva Alberti – La differenza fra quarant’anni fa e oggi è prettamente tecnologica, ma per il resto non c’è. Con Radio Oreb portiamo il Vangelo in ogni casa, facciamo compagnia a chi è alla guida, portiamo conforto alle persone sole e ammalate. E non solo. Abbiamo anche ascoltatori giovani, famiglie, perfino giovanissimi. Trasmettiamo anche di notte, nelle ore notturne c’è chi ascolta».
In questi primi giorni di riposo Alberti si dedica alla famiglia. «Ho moglie e due figli grandi e dal 2024 sono nonno di Noemi, che ad agosto farà due anni – racconta – una bambina bellissima. E conservo un sogno nel cassetto». Un romanzo di avventura, ambientato nei primi anni del 1800 e intitolato “I vichinghi volanti”: 34 capitoli corredati da disegni a china e basati su un fantasioso giornale di bordo di una nave volante. «Mi manca la chiusura, a cui sto lavorando. E poi cercherò un editore», sorride Giuseppe.
Andrea Alba
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