Tempo di maturità per oltre 7500 ragazzi e ragazze del Vicentino. Sono quelli che il 18 e 19 giugno sostengono le prime due prove. Le commissioni sono pronte ad ascoltarli: «Sono state istituite 183 commissioni, abbiamo avuto grande disponibilità dai dirigenti scolastici», commenta la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Vicenza, la professoressa Nicoletta Morbioli. Quest’anno entrano in vigore anche le regole “anti scena muta”: «Ma viene introdotta una netta distinzione fra le difficoltà emotive e il silenzio intenzionale », osserva la docente.
Professoressa, in quanti sosterranno l’esame?
«Se tutti saranno promossi – come spero – avremo 7.263 studenti provenienti dagli istituti statali e 107 studenti dagli istituti paritari. Hanno poi fatto domanda 200 candidati esterni, i cosiddetti privatisti, per un totale di 7.570 candidati vicentini».
Ci sono delle novità?
«Con l’Einaudi di Bassano abbiamo precorso i tempi e lo dico con orgoglio. Quattro anni fa è partito sul nostro territorio, in via sperimentale, il cosiddetto “4+2”. Dal prossimo anno diventerà ufficialmente una delle filiere formative tecnologico- professionali, volute fortemente dal ministro Valditara. Ebbene questi ragazzi, che hanno iniziato per primi l’esperienza, affronteranno la stessa prova di maturità insieme ai compagni dei quinquennali. Per le nostre scuole si tratta di un test importante».
Avete previsto eventuali casi particolari?
«L’Ufficio scolastico si è occupato della situazione molto delicata di un candidato che ha una patologia altamente invalidante dal punto di vista fisico. Il candidato sosterrà l’esame di maturità nella sessione ordinaria, insieme ai compagni, avendo a disposizione una serie di ausili tecnologici e didattici, appositamente pensati per lui, in modo da poter comunicare efficacemente con la commissione e svolgere le prove scritte al meglio. Abbiamo poi due studentesse ospedalizzate che sosterranno l’esame di maturità nel nosocomio vicentino con il coordinamento della scuola polo, che è il Liceo Quadri ed il coordinamento dell’équipe medica. Anche loro svolgeranno nelle stesse date e forme dei compagni gli esami di maturità».
Cosa succederà se ci saranno ‘scene mute’?
«La nuova normativa stabilisce che l’esame è considerato validamente sostenuto solo se il candidato/a svolge regolarmente tutte le prove, introducendo una netta distinzione tra le difficoltà emotive e il silenzio intenzionale. Questo per contrastare la cosiddetta ‘scena muta strategica’, vista in alcuni casi nel 2025: si tratta di quegli studenti che, avendo già raggiunto aritmeticamente i 60 punti minimi grazie a crediti e scritti, si rifiutavano di rispondere per contestare il sistema scolastico. Chi manifesta una chiara intenzionalità elusiva e non partecipa attivamente al colloquio non vedrà convalidato il proprio esame, con la conseguente sanzione della non promozione. La riforma stoppa l’ostruzionismo consapevole, non la fragilità dello studente. Chi si presenta, ma si blocca per l’ansia o la forte emotività è pienamente tutelato. Chi affronta la commissione, ma non sa rispondere ad alcune domande per lacune nello studio, riceverà semplicemente un punteggio molto basso. In questo caso la prova è comunque considerata ‘svolta’ e il diploma resta raggiungibile se la somma totale dei voti tocca la soglia dei 60 centesimi».
Cosa augura ai ragazzi?
«Mi vengono in mente tre consigli: il primo è di guardare al futuro perché questo esame non è una fine, ma è il trampolino di lancio verso la vostra libertà e le vostre scelte; il secondo è di aver fiducia in voi: in questi anni di scuola vi siete impegnati, pertanto possedete tutte le risorse necessarie per superare questa prova; il terzo è: godetevi il momento perché la “notte prima degli esami” capita una volta sola nella vita… e custoditene il ricordo».
Andrea Alba
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