Chiesa

il 10 marzo di 150 anni fa nasceva padre Uccelli. Il postulatore: «Siamo in attesa del miracolo»

I missionari Saveriani di viale Trento a Vicenza, suoi confratelli, lo celebrano «aspettando il miracolo». Lo racconta padre Gianni Viola, il vicepostulatore che si è occupato della causa di beatificazione di padre Pietro Uccelli, dichiarato venerabile da papa Francesco il 19 maggio 2018.
Il 10 marzo 1874, esattamente 150 anni fa, nasceva padre Pietro Uccelli. Una figura unica, il cui ricordo, per il bene fatto, è ancora vivo nel popolo di Dio in Italia e in alcune altre parti del mondo. Le sue spoglie riposano nella cappellina in viale Trento 119, sede della Congregazione dei Saveriani.
Niente convegni o incontri per ricordare l’anniversario, solo l’attesa di un segno di Dio che possa portare il religioso alla beatificazione. Di segni nei suoi meravigliosi 80 anni di vita (la morte è avvenuta il 29 ottobre 1954, altro anniversario tondo dunque) alcuni dei quali trascorsi a Vicenza, padre Uccelli ne ha lasciati in realtà molti. «Per la “Positio super virtutibus” ho incontrato decine e decine di persone che da padre Uccelli hanno ricevuto un gesto, una grazia, una benedizione, un miracolo. Ho potuto toccare con mano la sua santità – racconta padre Viola -. Ho ascoltato testimonianze incredibili. Per me questo confratello è un angelo custode, un compagno di viaggio. Colgo i suoi segnali, in un modo o nell’altro sento la sua presenza».

Padre Uccelli è nato a Barco di Bibbiano (Reggio Emilia) da una famiglia modesta: «Ha aiutato moltissime famiglie semplici: le invitava a parlare, ascoltava, benediva e diceva qualche parola. Non nascondeva mai la verità, anche se erano cattive notizie», continua il vice postulatore
Padre Uccelli aveva molti doni: «Aveva delle preveggenze, la bilocazione – continua padre Gianni – . Dopo la morte ci furono testimonianze di apparizioni. Era un uomo ironico, intelligente, di grande preghiera».

A Vicenza aveva la stanza confinante con la cappella dell’Istituto. «Chiese di poter aprire una finestrella nel muro così da poter pregare anche di notte guardando il tabernacolo – ricorda padre Viola -. In Cina, invece, aveva la stanza da letto in sacrestia, diceva di “non poter desiderare una stanza più bella”. Era il saveriano che conosceva meglio il cinese».
Padre Pietro era anche esorcista, intervenì in numerosi casi.

A Vicenza era famoso anche per la sua bicicletta: attorno al manubrio teneva un grande rosario. «Quando appoggiava la bici al muro tutti la riconoscevano e in tasca teneva sempre una boccetta di acqua santa».

«I nove giudici del Tribunale Ecclesiastico che dichiararono la venerabilità, quindi la sua eroicità delle virtù, non ebbero dubbi – conclude padre Gianni -. Nove su nove dettero parere positivo. Ci sono già almeno due casi di guarigioni miracolose, ma manca la documentazione per proseguire con le opportune verifiche. Aspettiamo il prodigio fiduciosi, sono certo che sia solo una questione di tempo».

Marta Randon

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