In primo piano Intervista

Nuovo volto e nuova sede per la libreria San Paolo

Il responsabile Lucio Rossetto racconta tutte le novità. L'inaugurazione ufficiale è il 16 marzo, alle 11, in contrà Cesare Battisti a Vicenza. Presenti il vescovo Beniamino Pizziol e il sindaco Francesco Rucco.
Il responsabile Lucio Rossetto
di Marta Randon

Una piazza al coperto da vivere come luogo di incontri, scambi, dove poter acquistare un buon libro, ma anche fare una pausa, conversare, lavorare, imparare, studiare. Un luogo aperto a tutti, credenti e non, dove “fare” cultura a 360 gradi. Un luogo dove gli amici-lettori sono i protagonisti.

La libreria San Paolo fa un doppio carpiato, si sposta di 500 metri dall’attuale sede in corso Palladio e diventa San Paolo La libreria in contrà Cesare Battisti. Il coach di questa impresa coraggiosa è il responsabile Lucio Rossetto. Come quindici anni fa fu la mente e il braccio operativo che lanciò l’idea del Festival Biblico, oggi continua su quella strada e pensa in grande. «Il lavoro del libraio è profondamente cambiato – dice -. Oggi chi vende libri deve essere un animatore culturale. Deve offrire esperienze. Oltre ad essere bella, la nuova libreria è comunicativa, viva, in relazione con gli amici lettori. Credo molto nel valore degli incontri reali». Nuovo il luogo, nuovo il design (tutto legno), stessa missione con lo sguardo lungimirante del Fondatore beato Giacomo Alberione e di papa Francesco. L’inaugurazione è il 16 marzo, alle 11, con il vescovo Pizziol e il sindaco Rucco.

Rossetto, in attesa dell’inaugurazione, la libreria ha già aperto. Che cosa proponete di nuovo?

«Offriamo 200 metri quadri di cultura e relazione,divisi su due piani, con due “spazi incontro” – uno chiamato ‘Salotto San Paolo’ -, l’angolo delle chiacchiere con la macchina del caffè e bevande, e un giardinetto esterno con divanetto e ombrellone da godere durante la bella stagione. I volumi saranno più che raddoppiati, parliamo di 15mila libri più una serie di oggetti il legno, ceramica, dvd, prodotti per la cura della persona, ma anche marmellate e cioccolate provenienti da conventi e monasteri. Al primo piano c’è lo spazio dedicato agli incontri con videoproiezioni, presentazioni di libri, reportage, viaggi, associazioni del territorio. Inviteremo scrittori e artisti. Puntiamo molto sulla collaborazione con gli Uffici diocesani. Al piano interrato offriamo uno spazio per incontri di gruppo e riunioni. Se un gruppo di giovani preti vorrà approfondire un documento sarà il benvenuto. Così come gli studenti. Anche voi della Voce dei Berici, se volete, potete fare la vostra riunione di redazione qui da noi. Sempre al piano interrato c’è un’area esclusivamente dedicata ai più piccoli con salottino colorato e un tavolo per i laboratori dedicati: una piccola libreria nella libreria. Il 16 marzo, alle 15, Franco Mastrovita proporrà il laboratorio di pupazzi “Topazio e i suoi amici”. Per i più piccoli collaborerà con noi anche Giancarlo Busato che la mattina dell’apertura propone un laboratorio per adulti. Alle 17.30 ci sarà il filosofo Silvano Petrosino».

Rimarrà una libreria di ispirazione cattolica?

«La novità è proprio l’apertura a tutti i lettori. Lo spazio vicino all’entrata è dedicato alla narrativa, con un’offerta importante. Vogliamo togliere il “cappello” religioso che è andato bene per tanti anni, ma che scoraggia l’entrata ai poco affezionati al mondo della Chiesa. È tempo di cambiare. Il primo piano accoglie anche la spiritualità con i grandi maestri. Il piano sotto, al quale si può accedere con una scala o con un ascensore, è lo spazio dell'”approfondimento” con teologia, catechesi, mariologia, preghiera e l’oggettistica che potenzieremo molto».

Un bel coraggio in questi tempi in cui si legge sempre meno e il centro storico si sta svuotando.

«La nostra è una visione profetica, i profeti andavano oltre. Se guardiamo la situazione di oggi non si dovrebbe fare nulla. D’altronte il “guardare oltre” fa parte del carisma dei Paolini. Il Fondatore non aveva paura dei cambiamenti. Diceva: «portate la parola di Dio agli uomini con i mezzi di oggi». Se hai un’idea forte ce la fai. Certo è una scommessa: in centro storico sempre più negozi chiudono, ma vogliamo fare qualcosa per invertire la tendenza. Ogni libro è unico e richiede tempo, come un testo “ti prende” e ti fa entrare in una dimensione nuova, così vogliamo che accada nella nostra libreria. Offriamo alle persone un luogo accogliente in cui trascorrere del tempo. Venerdì e sabato proponiamo l’orario continuato, che vorremmo estendere a tutta la settimana».

Il nuovo design della libreria San Paolo

Perché un investimento così importante proprio a Vicenza?

«Sicuramente l’esperienza Festival Biblico ha datola spinta. L’idea di una manifestazione dedicata alla Bibbia è nata all’interno della libreria San Paolo. Un progetto che all’inizio sembrava un sogno. La nuova libreria è la “continuazione” del Festival, sulla scia della “Chiesa in uscita” di papa Francesco. Il valore della Bibbia non è solo per i credenti, è trasversale. Noi puntiamo ad incontrare ed ospitareanche chi non vive una vita di fede. Il nuovo negozio di Vicenza si unisce ad un più ampio progetto della Società San Paolo: un mese fa è stata ristrutturata la libreria di Torino, qualche anno fa quella di Padova».

Un libreria completamente nuova con design e arredi belli e ricercati. Un modo per “svecchiare” l’immagine della Chiesa?

«Sì. Io credo molto nell’importanza della bellezza. Anche l’occhio vuole la sua parte. Leggere, chiacchierare, imparare in un luogo bello è un valore aggiunto. Puntiamo al “piacere dello stare”. Vogliamo fare sentire le persone a loro agio».

Questo “salto” che cosa rappresenta per lei?

«Una grande opportunità. Io credo di fare il lavoro più bello del mondo. A distanza di trent’anni quando apro uno scatolone e sento il profumo del libri nuovi mi emoziono ancora. Ne approfitto per ringraziare Andrea, Laura, Fratel Luciano e Sebastiano che hanno intrapreso questa nuova avventura al mio fianco».