Diocesi

È vita fin dall’istante del concepimento

di Lorenza Zago

“ È vita, è futuro”. Questo il tema del Messaggio dei Vescovi italiani per la 41° Giornata nazionale per la vita, che si celebra la corrente domenica 3 febbraio. «L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo – scrivono i Vescovi – attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù».

Un messaggio che condivide anche il Centro Aiuto per la Vita di Vicenza, che quest’anno compie 40 anni. Sono oltre 4 mila i bambini nati con il sostegno del centro che ha sede in Stradella dei Capuccini, nato nel 1979 dopo l’approvazione della legge 194 sull’aborto. «Solo nel 2018 abbiamo accompagnato alla nascita un centinaio di bambini – dice Francesca Comacchio, presidente del Cav del capoluogo che è il primo sorto nel Vicentino e al quale si sono aggiunti altri 14 centri in Provincia -, e abbiamo supportato con i nostri servizi ben 250 mamme o future mamme » .

Servizi che offrono un sostegno economico per le borse spesa, per i medicinali, per le visite specialistiche, ma anche un sostegno psicologico perché molto spesso le donne che si rivolgono al Cav sono spaventate e hanno bisogno di essere ascoltate e consigliate. «Accogliamo chiunque bussi alla nostra porta e ci chieda aiuto – prosegue la Comacchio -. Collaboriamo con il consultorio dell’Ulss e il suo personale medico e anche con i servizi sociali dei Comuni. Questa sinergia è molto importante perché ci consente di portare avanti al meglio il nostro impegno». Dopo un primo colloquio conoscitivo, per ogni donna viene 

attivata una progettualità specifica in base alle sue esigenze e alla sua situazione. «Alcune sono rimaste solo perché alla notizia della gravidanza il compagno le ha abbandonate, altre si ritrovano senza una rete familiare disposta ad aiutarle in un momento tanto bello quanto difficile, altre ancora vivono condizioni di disagio sociale ed economico molto complesse – continua la Comacchio -. Nell’ultimo periodo accogliamo anche diverse donne straniere, giovani migranti che sono arrivate via mare portando in grembo un bambino».

Tra le varie iniziative del Cav c’è anche il progetto ‘Gemma’, che prevede l’adozione a distanza di madri in difficoltà offrendo un sostegno economico per 18 mesi, in modo da consentire loro di affrontare con serenità la gravidanza e il primo anno di vita del figlio. «Attraverso questo progetto, finora, abbiamo aiutato una trentina di mamme» precisa la presidente del Cav che conta una quarantina di volontari attivi. Con il passare del tempo, però, le sfide che il centro di Vicenza si è ritrovato ad affrontare sono cambiate. «Se negli ultimi anni è diminuito il numero di aborti in Italia è anche vero che è le vendite di quei farmaci che vengono chiamati “contraccettivi d’emergenza” sono decuplicate – afferma la Comacchio -. Nel 2016 si stima l’acquisto di 600 “pillole dei 5 giorni dopo” ogni 24 ore. Pillola per cui non è richiesta una ricetta, ma basta la maggiore età per poterla comperare in farmacia. C’è il rischio reale che farmaci di questo genere vengano utilizzati, soprattutto fra i giovani, come contraccettivo ordinario senza rendersi conto che si tratta di un medicinale abortivo a tutti gli effetti. Manca un’adeguata informazione e sensibilizzazione a riguardo». «Fin dall’istante del concepimento la donna porta in grembo una vita e non un ammasso di cellule» conclude la presidente del Cav. Sensibilizzare e informare sono le due principali attività del Movimento per la Vita di Vicenza. «Organizziamo molti incontri nelle parrocchie e soprattutto nelle scuole – spiega Vincenza Guasco del Mav -. È fondamentale rivolgersi alle nuove generazioni per parlare di questi temi così importanti, perché molto spesso c’è poca consapevolezza. Negli anni passati il termine aborto aveva una sola accezione, ora invece bisogna tener conto di tutti i farmaci microabortivi. Se da un lato se ne parla di più, dall’altro c’è il rischio che vengano diffuse informazioni errate o poco chiare».