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Viene dall’Argentina il nuovo superiore della San Gaetano

Padre Rolando "Roly" Duris, 57 anni, è stato eletto dal capitolo generale della congregazione. «Dobbiamo capire come "portare fuori" il nostro carisma, non solo conservarlo».
di Andrea Frison

Don Venanzio Gasparoni lo aveva annunciato alla vigilia del capitolo generale: «Per la Pia Società di San Gaetano è arrivata l’ora del ricambio generazionale». Quel ricambio è arrivato ma per la congregazione ha rappresentato molto più di un “ringiovanimento” dei suoi vertici. Perché è vero che il capitolo, che si è concluso sabato 16 luglio, ha eletto come superiore generale e successore di don Venanzio un religioso di 57 anni. Ma la vera novità è che si tratta di un argentino. Classe 1965, nato a Presidencia Roque Sáenz Peña nella provincia di Chaco, nel nord del Paese ad un migliaio di chilometri da Buenos Aires, padre Rolando “Roly” Duris è nato in una famiglia di origini cecoslovacche. Il capitolo ha inoltre eletto i componenti del consiglio generale della congregazione che affiancheranno padre Duris nei prossimi sei anni: don Luca Garbinetto, don Giampietro Zampiva, don Luigi De Franceschi e il diacono Graziano Culpo.

«Mi sono avvicinato alla congregazione da adolescente, a Chaco, dove la congregazione aveva aperto la sua prima comunità in Argentina – racconta padre Roly -. I missionari erano tutti giovani, i più vecchi di loro avevano tra i 27 e i 28 anni e sapevano come coinvolgere noi ragazzi». Da lì padre Roly ha iniziato il suo percorso di discernimento vocazionale, che lo ha portato da Chaco a Buenos Aires, dove nel 1983 è entrato nel seminario della congregazione. «All’inizio del mio percorso sono stato accompagnato da don Giuseppe Biasio, successivamente da don Luciano Bertelli – racconta padre Roly -. Erano anni intensi, quelli, per l’Argentina. Nel 1982 il nostro Paese aveva perso la guerra contro il Regno Unito per le isole Malvinas, chiamate Falkland dagli inglesi, un fatto che contribuì a far cadere la dittatura e a far nascere la democrazia». Il cammino di padre Roly è poi proseguito in Guatemala, nel 1990, per il noviziato. Il percorso formativo è poi stato perfezionato a Buenos Aires ed è culminato a Chaco, dove tutto ha avuto inizio per padre Roly, con l’ordinazione diaconale e presbiterale, nel 1995. Ma i viaggi avanti indietro per l’America latina non erano ancora finiti. «Nel 1997 sono tornato a Buenos Aires, nella parrocchia di Don Torcuato e nel 2001 sono diventato formatore del postulantato» racconta padre Roly , che nel 2007 ha attraversato il confine nord del Paese ed è “atterrato” in Paraguay: «Qui ho aperto la nuova comunità della congregazione che ha accolto il noviziato, di cui sono diventato responsabile. Nel 2015, un altro trasferimento, per me e per il noviziato, a San Salvador». Non si trattava nemmeno stavolta dell’ultima meta per padre Roly, che quello stesso anno è stato eletto nel consiglio generale della congregazione e si è stabilito a Vicenza, dove ha continuato ad occuparsi del noviziato e dove ha anche prestato servizio nella parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice, a Saviabona. Per padre Roly si apre ora una nuova fase del suo cammino all’interno della congregazione, addirittura come successore del suo fondatore, don Ottorino Zanon, a cinquant’anni dal tragico incidente d’auto che il 14 settembre 1972 gli ha tolto la vita. «Provo gioia al pensiero di essere benvoluto e valorizzato dalla comunità – confida il nuovo superiore generale -. Allo stesso tempo però mi trovo ad assumere una responsabilità grande, e questo mi fa provare timore e trepidazione. Ma mi fido di Dio e dei confratelli. La nostra è una piccola barca, ma al timone c’è la Madonna, come diceva sempre don Ottorino. Dio, la Madonna e i confratelli mi accompagnano, ma non solo preti e diaconi. Parliamo sempre di più della “Famiglia di don Ottorino”, comprendendo quindi anche le Sorelle nella diaconia e i laici. Il segreto è vivere e lavorare insieme, come ricordava don Ottorino. Sinodalità è una parola un po’ alla moda, ma il nostro stile deve essere quello». Già a settembre il nuovo consiglio della congregazione si riunirà per “dare gambe” alle indicazioni votate dal capitolo generale. «Dovremo cercare di rispondere alla domanda “come fare per essere Chiesa in uscita?”. Si tratta di portare “fuori” il nostro carisma, non solo di conservarlo, tenendo presente che siamo pochi, l’età dei nostri religiosi avanza e ci sono missioni da rafforzare, come quella in Mozambico. Ma abbiamo anche segnali di speranza, come le cinque ordinazioni degli ultimi due anni: due dal Brasile, uno dal Guatemala, uno dal Paraguay e uno dalla Colombia. Attualmente in noviziato abbiamo due guatemaltechi e un brasiliano». Che l’America latina sia così ricca di vocazioni per la congregazione non è un caso. Anzi, si può dire che la stessa elezione di padre Rolando Duris sia frutto della lungimiranza di don Ottorino Zanon. Nel 1961 la Pia Società di San Gaetano ottenne l’approvazione canonica e pochi anni dopo Guatemala, Brasile e Argentina furono i primi Paesi dove la congregazione aprì e sue missioni. «Don Ottorino aveva in mente l’Africa, ma era anche consapevole che si sarebbe trattato di un salto culturale troppo grande per la congregazione – racconta don Venanzio Gasparoni -. Così si è rivolto verso l’America latina, anche mosso dalle circostanze perché all’indomani del Concilio Vaticano II molti Vescovi venivano a conoscere la congregazione, incuriositi dall’esperienza dei diaconi permanenti che don Ottorino aveva valorizzato con lungimiranza. Ancora una volta, ci aveva visto dentro».