Territorio

È vicentino il primo medico Cuamm in Centrafrica

Il dottor Stefano Vicentini di Monticello Conte otto

Stefano Vicentini, classe ’66, di Monticello Conte Otto, medico di base con alle spalle una lunga esperienza insieme a Medici con l’Africa Cuamm, lunedì 26 novembre è partito per la Repubblica Centrafricana, dove rimarrà per un anno a occuparsi della gestione del Complesso pediatrico di Bangui.

La Repubblica Centrafricana è grande due volte l’Italia, conta 5 milioni di abitanti, solo 400 chilometri di strade “asfaltate” e quattro pediatri locali in tutto il paese.

È questa l’ultima frontiera dell’intervento di Medici con l’Africa Cuamm, il nuovo “ultimo miglio” per l’ong italiana che da 68 anni si spende per la salute delle popolazioni africane e che è attualmente presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Uganda, Sud Sudan e Sierra Leone con 2.233 operatori.

Su richiesta dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che si occupa principalmente della formazione del personale sanitario centrafricano, e del Ministero della Salute di Bangui, in collaborazione con la Commissione Europea e la Cooperazione Italiana, la sfida del Cuamm è quella di prendere in carico l’intero Complesso Pediatrico, con i suoi 180 posti letto, affiancando il personale locale che è già impegnato nella struttura, non limitatamente alla chirurgia ma, anche e soprattutto, per quel che riguarda la gestione complessiva.

In questo difficile compito sarà impegnato il dott. Vicentini, come medico capoprogetto dell’intervento. «Sono partito per la prima volta con il Cuamm nel 1998 per l’Uganda, dove sono stato poi ben tre volte – racconta -. Poi nel 2011 ho lavorato in Tanzania e l’ultima esperienza è stata in Sud Sudan, nell’ospedale di Lui. In tutto quasi sei anni di esperienza in Africa, in posti di frontiera, soprattutto per dare il via a progetti importanti. Perché lo faccio? Perché mi sembra giusto aiutare chi ne ha bisogno e farlo con lo stile del Cuamm, che non si sostituisce, ma affianca la popolazione locale nel suo cammino» Al 188° posto su 188, nella graduatoria che mette in fila i paesi in base all’Indice di sviluppo umano, la situazione umanitaria della Repubblica Centrafricana è tra le più drammatiche dell’Africa, aggravata da un’instabilità interna frutto del conflitto tra bande armate da gruppi esterni per la contesa delle enormi ricchezze del paese.