Itinerari

Valdobbiadene, paese che misura il tempo con le meridiane

Famoso in tutto il mondo per il Prosecco, il territorio offre ai visitatori una serie di chiese ricche di storia e di arte.

Riconosciuta patrimonio Unesco come paesaggio culturale di straordinario valore, le colline del Prosecco di Valdobbiadene con la loro panoramica mozzafiato regalano emozioni uniche non solo agli amanti dell’ottimo vino. Un itinerario interessante da percorrere è quello che comincia da piazza Marconi a Valdobbiadene con la visita al duomo di Santa Maria Assunta che custodisce le opere dei pittori cinquecenteschi Francesco Beccaruzzi, Paris Bordon e Jacopo Negretti (detto Palma il Giovane).

Accanto alla chiesa svetta il campanile progettato dal celebre architetto Francesco Maria Preti, sul quale l’abate e matematico Giovanni Follador costruì nel 1862 una grande meridiana di 23 metri quadri che andò distrutta durante la Grande Guerra e poi ricostruita nel 1998. Oggi il grande quadrante riporta il motto “Il tempo e la vita non si fermano” ed è incorniciato da due bande laterali con le raffigurazioni dei segni zodiacali. Di meridiane, che decorano le pareti delle case private e altri edifici di culto, a Valdobbiadene se ne contano oltre trenta. Erano antichi strumenti di misurazione del tempo fortemente legati alla tradizione contadina di questa terra.

Sul campanile accanto alla chiesa c’è una grande meridiana di 23 metri quadri che riporta il motto “Il tempo e la vita non si fermano”.

Spesso sono arricchite da figurazioni simboliche e da motti che riguardano la saggezza antica. Dal cuore del paese, proseguendo lungo via Piva, si incontra Villa dei Cedri, ex opificio di origine ottocentesca circondato da un grande parco aperto al pubblico. Imboccando strada Cordana, lungo la quale si può ammirare il capitello dedicato a SanVenanzio Fortunato, si può raggiungere la chiesetta di San Floriano circondata da vigneti e dalla quale si può godere di un suggestivo panorama sulla valle sottostante. Scendendo, poi, si arriva all’antica borgata di Ron con le sue corti.

Da qui si può ritornare al punto di partenza oppure soffermarsi a scoprire le chiese ricche di storia che caratterizzano la zona. Come la piccola chiesa di Sant’Alberto che da più di cinque secoli domina i vigneti di Valdobbiadene. In occasione della festa del Santo diventa meta annuale per scongiurare la siccità con la benedizione dell’acqua. Qui è sepolto l’eremita fra Giuseppe Pilla, che viveva qui grazie alla carità degli agricoltori. Si racconta che passava la giornata a pregare per la buona riuscita dei raccolti e che, se durante l’estate avvistava un temporale, suonava la campana della chiesa per richiamare i contadini alle proprie case. All’epoca, inoltre, si credeva che le vibrazioni causate dalla campana avessero il potere di allontanare la grandine che era una delle paure più grandi dei viticoltori.

Oltre all’eremo di Sant’Alberto, si può far visita anche alla chiesetta di San Gregorio dedicata al grande riformatore della Chiesa e patrono di Valdobbiadene. Unica struttura seicentesca rimasta sul territorio è un bell’esempio di architettura francescana. Per concludere la giornata poco distante da Valdobbiadene si trova località Combai (frazione del comune di Miane), dove è possibile percorrere la via del bosco incantato con statue realizzate durante i simposi di scultura che rievocano leggende e miti locali. Oppure si può far visita al centro sperimentale del Castagno (località Callesella) che propone un percorso didattico a misuradi bambini.

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