Diocesi

Il Vescovo all’UP7 «L’individualismo è frustrante»

Mons. Pizziol ha dialogato con il gruppo del dopo cresima lo scorso fine settimana.
di Albano Mazzaretto

L’incontro con i ragazzi del dopo cresima è stato uno dei momenti culminanti, lo scorso weekend, durante la visita del Vescovo Beniamino all’Unità pastorale “UP7”, che riunisce le parrocchie di Orgiano, Colloredo, Albettone, Sossano, Lovertino, Campiglia dei Berici e Pilastro.

«Una vera e propria pastorale giovanile ancora non c’è nell’UP7 – spiega – il parroco moderatore don Pietro Giuriato -. Attualmente tutte le attività che riguardano i giovani fanno riferimento e sono coordinati dall’Acr».

Un primo quadro di questa composita realtà, il vescovo Beniamino Pizziol ha avuto modo di trovarlo venerdì 15 febbraio ad Albettone in un incontro con i giovani, giovanissimi e ragazzi post cresima dell’UP7. «Voi siete il futuro della comunità – ha sottolineato don Pietro Giuriato rivolto all’assemblea dei ragazzi riuniti nella sala comunitaria della parrocchia -. Il nostro impegno è di farvi diventare dei giovani, ora ancora non lo siete, per questo ce la metteremo tutta per la vostra formazione».

Dopo l’illustrazione delle attività svolte nel 2018 da parte dei ragazzi con i momenti centrali di questo percorso formativo con i campi scuola, le visite ad Assisi, con 40 ragazzi in marcia sulla strada di San Francesco e poi a Roma nella circostanza del Sinodo dei giovani, mons. Pizziol, più propenso a mettersi in ascolto che a parlare, ha preso lo spunto da San Francesco per stabilire la sua vicinanza con i ragazzi e quindi avviare una riflessione sulla Gmg a Panama. «Una esperienza – ha sottolineato il vescovo – caratterizzata da tre parole: intensa, per i tanti incontri e i tanti eventi; calorosa non solo per il clima ma per la qualità dell’accoglienza; colorata per i caratteri tipici delle Giornate mondiali della gioventù».

Sollecitato a parlare della sua vocazione, mons. Beniamino Pizziol ha raccontato il suo percorso dall’entrata in seminario fino alla nomina a Vescovo di Vicenza. Tornando poi alla domanda sul perché è difficile coinvolgere i giovani nella vita della chiesa, ha indicato come una delle cause quella sorta di vita parallela che vivono i giovani con il telefonino. «Un mondo a sé stante – ha precisato – tutto incentrato su se stesso, in cui regna un individualismo che genera frustrazioni, il nostro compito invece è promuovere e fare esperienza di comunità». Sul fatto poi del giovane nuotatore Manuel Bortuzzo ferito a Roma: «Non chiamate in causa Dio su quel che è responsabilità degli uomini – ha risposto Mons. Pizziol -. La domanda che ci si deve porre è quale educazione hanno avuto quei ragazzi che hanno sparato. Quel che mi interroga personalmente, invece, è il dolore innocente, come la morte dei bambini, su questo non ho risposte».

Don Pietro Giuriato.