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Un’occhiolino speciale ai giovani donatori di midollo

A sinistra, Annarita Gresele vicepresidente, Davide Stefani presidente, Francesca Bedin segretaria, Elisabetta Luise e Sandro Pupillo consiglieri.
di Marta Randon

Un’occhiolino speciale ai giovani dai 18 ai 35 anni con un peso di almeno 50 chili in condizioni di buona salute, perfetti donatori di midollo osseo. È il logo della neonata associazione “Aiutaunosmidollato’, al quale si aggiungono le voci di Sandro Pupillo, 40 anni, e Davide Stefani, 36: «Ragazzi fate un giro al centro raccolta sangue di Vicenza (l’ingresso più comodo è dal parcheggio di viale d’Alviano) – che è stata la nostra casa per molto tempo – e tipizzatevi, potete salvare tante vite!».

Il tema del dono è stato il protagonista della mattinata del 26 gennaio scorso, anniversario dei due anni del trapianto di midollo del consigliere di minoranza dipendente della Società del Quartetto di Vicenza per una forma grave di leucemia promielocitica, patologia contro la quale combatte da quattro anni. Accanto a lui il compagno di avventura, Davide Stefani, presidente dell’associazione, malato di anemia aplastica severa: «Nel reparto di ematologia avevamo le stanze vicine, ci chiamavamo “smidollato” a vicenda – racconta Sandro Pupillo -. Il progetto che portiamo avanti dal 2015 ora è ufficialmente un’associazione».«È cominciato il tesseramento, con la quota simbolica di 10 euro è possibile aiutarci e seguirci» aggiunge Stefani. I due “smidollati” con l’aiuto di Annarita (vicepresidente), Elisabetta e Francesca da tempo incontrano i ragazzi delle scuole superiori per sensibilizzarli sull’importanza della donazione e sono a disposizione di varie associazioni, tra cui l’Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule). Ha preso parte al progetto anche il cantautore Luca Bassanese che ha messo a disposizione la sua canzone “Siamo la pioggia e siamo il sole” dalla quale è nato il video clip che racconta la storia di Pupillo. Storia che dal primo ricovero il “guerriero” racconta sotto forma di post su facebook e che verrà messa su carta per la realizzazione del libro “In alto i cuori”: «Di solito con la mia patologia si guarisce nell’ 85-90% dei casi, per me non è stato così – racconta Sandro -. A prescindere dall’esito che non è certo, voglio lasciare qualcosa agli altri. Come dice Giovanni nel Vangelo: ‘Il seme caduto a terra se non muore resta solo, se muore genera frutto. Chi è pronto a perdere la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna” ».

«Sandro è davvero un grande combattente, non gli ho mai sentito dire “Perché a me?’ . Sono io che devo ringraziar lui perché si è fidato e non ha mai smesso di guardare oltre» racconta Eros De Bona, direttore del day hospital dell’unità complessa di ematologia che segue Pupillo da quattro anni, al quale va il merito di aver “trovato” un farmaco “speciale” proveniente dal Giappone, grazie al quale il consigliere comunale si è ha potuto sottoporre al trapianto.

Un trentina di anni fa è nato il registro nazionale dei donatori di midollo osseo che oggi conta più di 400mila donatori: «C’è una possibilità su 100.000 di trovare un donatore compatibile – spiega la dottoressa Patrizia Dragone-. Il donatore per eccellenza è sempre un familiare (al primo posto i fratelli perché hanno un Hla – antigene leucocitario umano – pienamente compatibile ndr), ma nel caso non sia possibile si cerca la miglior compatibilità in un estraneo. La rete nazionale entra in un circuito internazionale, quindi si può essere potenziali donatori di un malato che vive in un altro Continente. Se non ci sono volontà diverse, il donatore rimane iscritto al registro fino a 55 anni di età».

Il Veneto è la seconda regione d’Italia per numero di iscritti (63 mila). Nel Vicentino sono 26mila e dal 1991 ad oggi il nostro territorio ha già regalato al mondo 269 donazioni.

L’associazione Aiutaunosmidollato è impegnata anche nella raccolta fondi per l’apertura di nuove stanze sterili al San Bortolo. «Al momento nel reparto di ematologia ce ne sono tre. Dopo l’operazione il paziente deve rimanere lontano da qualsiasi tipo di “contaminazione” per almeno un mese. Nelle stanze sterili ci sono particolari flussi d’aria che rendono l’aria priva di germi. Ad oggi a Vicenza i trapianti sono 2025 l’anno. Con più stanze riusciremo a fare di più» conclude il dottor De Bona.

Il logo dell’associazione