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«Un regolamento chiaro» per Hit Show 2019

Due ragazzini mentre maneggiano delle pistole a Hit Show (foto La Voce dei Berici)
di Andrea Frison

Riannodare i fili, anche alla luce di una rappresentatività di Vicenza nel cda della Fiera che sembra appannarsi per tornare a chiedere che vengano posti e rispettati dei limiti nel maneggio delle armi esposte durante Hit Show, la grande fiera della caccia, del tiro sportivo e della difesa personale che andrà in scena a Vicenza il prossimo febbraio. L’appuntamento è uno di quelli che si fa attendere dagli appassionati del settore, e in continua crescita. Con un focolaio “polemico” che ruota attorno a due questioni, sollevate ogni anno da un tavolo di associazione del mondo ecclesiale e civile, legate dai temi del pacifismo e della non violenza. Tavolo che si è riunito lo scorso 10 novembre, appunto, per riannodare i fili. «Erano presenti associazioni locali ma anche rappresentanti dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia e della Rete italiana per il disarmo», riferisce Giovanna Coin, che fa parte del tavolo. «Al momento non abbiamo molto da dire, solo che abbiamo fatto il punto della situazione per ripartire e coinvolgere nuovi interlocutori. Intanto, ciascuno dei partecipanti al tavolo, in base alla sua specificità, comincerà ad attuare iniziative di pressione, in ambito sociale, culturale e politico». Un punto fondamentale sarà quello di prendere contatti con i vertici di Italian exhibition group (Ieg), l’ente nato dalla fusione tra la fiera di Vicenza e quella di Rimini, «e per questo stiamo prendendo contatto con le amministrazioni locali».

Gli obiettivi

L’obiettivo del tavolo è di arrivare ad un «regolamento chiaro e rispettato, perché adesso non è così – spiega Coin -. Rispetto ai minori, l’ingresso è consentito solo se accompagnati. Non dovrebbero maneggiare armi, ma in realtà è quello che avviene come documentato più volte da numerose testate, tra cui La Voce. Ieg afferma che il divieto c’è, ma che la responsabilità è in mano ai genitori. Inoltre, all’interno della Fiera sarebbero vietate le “passerellepolitiche”, ma lo scorso anno si è verificato l’esatto opposto». Il riferimento di Giovanna Coin è alla visita di Matteo Salvini ad Hit Show 2018. In quell’occasione il ministro dell’interno, all’epoca candidato, si era impegnato pubblicamente a tutelare i detentori legali di armi, sottoscrivendo un patto che prevedeva, tra l’altro, “ad affrontare con serietà e decisione l’inevitabile e necessaria revisione dell’istituto della legittima difesa, tutelando prioritariamente il diritto dei cittadini che sono vittime di reati a non essere perseguiti ed ulteriormente danneggiati (anche economicamente) dallo Stato e dai loro stessi aggressori”. Impegno poi sfociato nel progetto di legge di cui si parla in queste pagine. «Il terzo punto che ci sta a cuore – prosegue Coin – è che all’interno della fiera ci sia una distinzione chiara tra armi da tiro sportivo, da caccia e da difesa personale».

La politica

Il caso “Hit Show” è esploso nel 2016, dopo che nella precedente edizione della fiera (la prima) erano stati documentati casi di minori che maneggiavano tutti i generi di armi, anche se il regolamento lo vietava. Un fatto che si è ripetuto edizione dopo edizione, raccogliendo una sempre maggiore risonanza. Con una clamorosa presa di posizione dopo la fiera di quest’anno, quando l’allora sindaco Achille Variati aveva dichiarato in un’intervista a Repubblica: «Hit Show è una fiera importante, per l’economia del territorio e di tutta Italia. Ma qualcosa non ha funzionato e potremmo trarne le conseguenze. Con il sindaco di Rimini Andrea Gnassi alla prossima assemblea della società chiederemo il divieto di ingresso sotto i 16 anni nei padiglioni dove sono esposte armi da difesa». Variati ha poi aggiunto: «Troppi cittadini hanno in casa armi, che generano lutti e problemi. Consentire che il modello della difesa fai da te si diffonda, addirittura fra i bambini, è inaccettabile per noi pubblici amministratori». Una dichiarazione che aveva raccolto il paluso dei candidati sindaco impegnati nella campagna elettorale, compreso quello che poi sarebbe diventato il primo cittadino di Vicenza, Francesco Rucco: «Bambini e ragazzi devono stare il più lontano possibile dalle armi – afferma l’avvocato -. Le stragi nei college americani dovrebbero insegnarci qualcosa. Trova eccezione il caso delle attività sportive, come il tiro al piattello per le quali c’è un limite dei 14 anni».